Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

Eretici a raduno, tra passato e futuro

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    Tirivolo/Buturo. Uno dei posti più belli della nostra Sila, uno di quelli più legati alla nostra memoria di catanzaresi. Memoria di passeggiate alla ricerca di funghi, di scampagnate, di allegre riunioni familiari, di avventurose partite a pallone tra gli alberi…
     
    Un posto rinato, ritrovato, grazie alla passione “eretica” di <em>Orme nel parco</em>: un’impresa coraggiosa, a tratti “visionaria”, che ci insegna che è proprio dove non c’è nulla – come ama ripetere uno dei suoi fondatori Massimiliano Capalbo – che si può immaginare e creare tutto!
     
    Massimiliano è diventato ora, dopo la pubblicazione del suo ultimo libro “La terra dei recinti”, un punto di riferimento per molti. Ha saputo, con una chiarezza e un vigore che tutti gli riconoscono, gettare via la maschera e far venir fuori quello che tanti attendevano di sentirsi dire. Un’analisi lucida e concreta, capace di innescare una contro-corrente che potrebbe rivelarsi decisiva per spazzar via le nubi inconcludenti di tanto “meridionalismo” oramai desueto e consumato.
     
    Una sveglia che risuona potente, che si amplifica a dismisura, nel suo luogo d’elezione: Orme nel parco, domenica 11 ottobre, IV raduno delle “imprese eretiche”. È qui che si incontrano, in una mattinata di burrasca e di freddo, tante esperienze, racconti di vita, passioni, sofferenze, speranze. Sono queste le “imprese” eretiche, e tante altre ne verranno. Perché è dall’emozione di riconoscersi non più soli, dalla possibilità di sentirsi protetti e sostenuti nella propria capacità di “scegliere” (<strong>αá¼±ρέω</strong>)una direzione autentica, di testimoniare la possibilità di immaginare un futuro diverso, lontano dalle logiche del vittimismo e dall’assistenzialismo che hanno marginalizzato sempre di più la nostra terra, che certamente potranno nascere ed alimentarsi nuove scelte coraggiose, nuove “visioni”, nuove “eresie”. E i nostri grandi profeti dimenticati – Cassiodoro, Gioacchino da Fiore, Tommaso Campanella – che per primi furono capaci di testimoniare il coraggio dell’eresia, avrebbero certamente approvato.

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