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Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

Tra nuove ripartenze e vecchi ritorni

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    Da anni il mio 5 per mille va al consorzio di cooperative sociali GOEL, sin da quando ho avuto modo di conoscere lo sforzo autentico di questi ragazzi e delle imprese a loro collegate, per dar vita, nonostante tutto, ad un tessuto produttivo reale e sano. Nonostante tutto: nonostante queste cooperative operino in una delle zone più difficili e drammaticamente segnate della nostra regione. Quella locride che è sempre stata terreno fertile per gli oscuri affari della ‘ndrangheta, ma che con una straordinaria forza di contrasto è sempre stata anche terreno fecondo per il sorgere delle più belle e coraggiose iniziative imprenditoriali e dei più vivaci sussulti di ribellione e di riscatto. Amo quella terra, riconosco nelle sue luci, nei suoi colori, nelle sue antiche pietre, il retaggio più vero e nascosto della mia più vera natura. Da Monasterace fino al Bergamotto di Condofuri ho vissuto le mie più belle giornate di Calabria ed ogni volta mi sorprendo a tornarci con l’entusiasmo della prima volta.

    La Lanterna era stato e sarà una delle tappe più piacevoli di questo percorso: luogo di ritrovo ideale per sempre nuove ripartenze. Questo ci hanno insegnato, ancora una volta, sabato 19 scorso. Un insegnamento che vale infinitamente di più di qualsiasi “cornice” istituzionale, letteraria, pubblicitaria… di qualsiasi veste con la quale volessimo tentare di ricoprirlo: nella “buona intenzione” di renderlo più “bello”, certo; ma nell’inevitabile rischio di strumentalizzarlo, in qualche modo.

    Nella stessa serata, l’eccelso direttore del Polo Museale di Milano, calabrese di origine, regalava in tutt’altro contesto le sue dotte e lungimiranti osservazioni socio-culturali sul destino segnato della nostra regione, sostenendo una tesi che il povero Nietzsche mi perdonerà se oserei definire quantomeno “inattuale”. Secondo il suo ben ponderato e attento modo di considerare le nostre infelici sorti, infatti, la difficoltà di proporre e gestire modelli culturali di alto livello in Calabria risalirebbe al fatto che “laddove è ancora un problema rispondere ai bisogni primari, non c’è spazio per quelli secondari ….”. Ricordate la piaga più grande di Palermo in “Johnny Stecchino”? Beh, insieme al “traffico” d’ora in avanti sappiamo che il più grande problema, la piaga che impedisce alla nostra regione e al Sud in generale di crescere è la difficoltà a rispondere ai bisogni primari. È noto infatti come la “fame nel mondo” sia ancora per i nostri giovani un problema molto sentito, nel momento in cui si tratta di fare la fila per prenotare l’ultimo modello di smartphone… Ed è noto come le ultime crisi economiche abbiano colpito soprattutto le regioni altamente industrializzate e con alti flussi finanziari come le nostre… Andiamolo a raccontare ai nostri nonni, che grazie alla capacità di rispondere in proprio, da sempre, ai bisogni primari, hanno reso possibile a tanti figli e nipoti la scelta di tornare a vivere, dignitosamente ma con poco, della propria “terra”. Quella vera!!

     

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