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Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

Esserci, oggi, a scuola

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    Scrive Michela Marzano:
    “Quando la si subisce, la violenza è sempre distruttiva. Soprattutto quando si è piccoli e non si hanno ancora gli strumenti per difendersi. Talvolta non si trovano nemmeno le parole per spiegare a se stessi quello che accade. La violenza arriva troppo presto e invade tutto. Difficile capire, quando si è piccoli, che gli adulti non sono tutti violenti o tutti ambivalenti, e che è possibile fidarsi di alcune persone. Difficile pensare che l’esistenza possa essere altro, che il futuro possa portare delle risposte e che, oltre all’umiliazione e alla sofferenza, esista poi anche la gioia”.

    Oggi è iniziata la scuola, quel luogo d’elezione, che dovrebbe essere puro ricettacolo di passione, studio, desiderio, voglia di imparare ad imparare, di crescere nella solidarietà e nella comprensione reciproca. Quel luogo in cui bisognerebbe imparare prima e innanzi tutto la fiducia: fiducia in un altro mondo possibile, fatto di ascolto, accoglienza, condivisione. Dove sia possibile credere “che il futuro possa portare delle risposte e che, oltre all’umiliazione e alla sofferenza, esista poi anche la gioia”.
    I fatti di questi giorni, a partire dalla vicenda più vicina a noi, di Melito Porto Salvo, gettano un velo di mestizia e di amarezza su tutto ciò … Ma noi educatori, abbiamo il dovere morale di trarre da tutto ciò stimolo e motivazione per puntare più in alto, per non arrenderci, per guardare dritto in faccia il male che insidia i nostri bambini e le nostre bambine, i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Guardarlo dritto negli occhi, senza finzioni, senza in nessun modo sminuirne la terribile portata, l’inquietante ombra. Perché solo così possiamo tentare di fare luce, di dare speranza, di indicare quella piccola, fragilissima eppur tenace possibilità “che il futuro possa portare delle risposte e che, oltre all’umiliazione e alla sofferenza, esista poi anche la gioia”. È dura, molto dura, ma vie di mezzo non sono ormai possibili, dinanzi all’urgenza di questa sfida. Coraggio, care colleghe e colleghi, questo non è, non è stato mai un semplice mestiere. È la nostra missione, e noi dobbiamo esserci.
     

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