Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

Una città finalmente in-quieta

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    Qualcuno mi chiedeva, nei giorni scorsi, il significato del titolo di questa rubrica: Contrappunti. Bene, mai titolo credo fu più adatto alla nostra città. Una città che presenta sempre insieme, in straordinaria e innegabile contemporaneità, tutti i suoi contrasti: tra vitalismo e rassegnazione, passato e futuro, fermento e regresso… Una città senza pace, laddove quel soporifero e mortale cullarsi nel grigiore di una insignificante borghesia, che faceva gridare di sdegno il buon Pasolini, sembra aver lasciato il posto, da qualche anno, al più vitale emergere di contrasti mai sopiti, seppur sempre incompiuti.

    La città impensata e impensabile, potrebbe allora pian piano riscoprire forse una sua nuova identità “invisibile”, come città dell’inquietudine… Come leggere altrimenti gli straordinari segni di risveglio culturale che il centro storico (sì proprio lui!) sta rivelando in questi ultimi mesi? Un risveglio finalmente autentico, direi, proprio perchè non parte dalla politica, quanto piuttosto dalle associazioni, dai circoli, dai cittadini.

    È il caso della riapertura del Teatro Comunale, e non solo. Una nuova voglia di fare comunità, di esserci, di provare a fare rete, senza aspettare il favore e la regalia dell’assessore di turno, ma al contrario stimolando la politica a dover “rispondere” di tutto questo. Vale a poco, in questa situazione, rivendicare meriti e iniziative, persone e personalismi, tutto ciò che per troppo tempo ha affossato e moritificato quasi sempre il meglio… vale molto di più, credo, provare ad esserci, a fare la propria parte.

    E magari, ogni tanto, tentare di far emergere qualcuno di quei paradossi che rischiano, ancora una volta, di riportarci indietro nel tempo. Così come l’assurdo e incivile ostinarsi ad ingolfare il centro con le automobili, piuttosto che godersi la serenità di una salutare passeggiata! Coraggio! Non è una scelta così eroica e impossibile, se è vero che pure è stata fatta, non molto tempo fa: ricordiamocelo ogni tanto! Fatta e mantenuta per tutta la durata di una legislatura, troppo presto dimenticata.

    Un tempo in cui era un piacere invitare amici da tante parti di Italia a conoscere la nostra città, a goderne le tante meraviglie nascoste. Un tempo in cui anche i negozi, sul Corso, non chiudevano, bensì aprivano!! è così difficile ricordarlo? Basterebbe magari, per rinfrescarsi la memoria, fare una passeggiata a Cosenza – non poi così infinitamente troppo lontano da noi (!!!) – per vedere come, laddove quella scelta è diventata strategica la città è cresciuta e si è svluppata a partire da essa.

    Tanto che oggi i negozianti chiedono che l’isola pedonale sia ancora prolungata, che la pavimentazione e la pedonalizzazione raggiunga anche coloro che, al momento, ne sono eslcusi. E non è una questione di parcheggi che non ci sono! Finiamola anche con questo eterno alibi della nostra pigrizia e della nostra inciviltà! Basterebbe usare intanto quelli che esistono, e funzionano, come il Musofalo e la Funicolare. Spazi insufficienti forse? Non so, il fatto è che, al momento, mi capita quasi sempre di scoprirli semivuoti e abbandonati, mentre tutti si affannano disperatamente a ingolfare di auto strade e marciapiedi, alla ricerca del parcheggio che non c’è….

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