Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

Alessio e Giuseppe, compagni di banco

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    Alessio e Giuseppe erano due compagni di banco, da sempre. Non solo di classe, ma di banco, ed è molto diverso. Sin dalla prima volta che sono entrato in quella classe, un anno fa a settembre, li ho conosciuti e li ho visti insieme, inseparabili, vicini.
    In quella classe siamo stati veramente bene insieme. Un bellissimo regalo della mia collega in pensione, la prof.ssa De Rose, che me li ha personalmente “consegnati†con espressioni piene di amore e di cura. Storie di una scuola bella, dove è possibile star bene insieme. E con loro, in quella classe, sono stato veramente bene. Io il primo ad essere accolto, da loro, al mio arrivo nella loro scuola, il Petrucci di Catanzaro Lido. Ricordo e rimpiango ogni giorno tutte le ore trascorse insieme a loro; mi manca proprio, purtroppo, quel senso di pace e di benessere che in VC era esperienza quotidiana. Una classe con la quale ho potuto approfondire e discutere di filosofia, arte, letteratura, attualità. Sempre con la massima attenzione e rispetto, con un ascolto veramente ormai sempre più raro. È stato grazie a loro se, appena arrivato nella scuola superiore, ho potuto sperimentare percorsi di filosofia inediti per un Istituto Tecnico, dei quali conservo ancora i pensieri, gli scritti, le riflessioni.
    Alessio e Giuseppe erano sempre lì, ultimo banco in fondo a sinistra, attenti, precisi, scrupolosi. Ricordo in particolare i quaderni di Giuseppe, sempre così ordinati e curati, in carta riciclata scura, stile d’altri tempi.
    Giuseppe e Alessio erano ancora insieme quella notte, e con loro i cari compagni di classe, con i quali avevano appena trascorso una piacevole serata prenatalizia a giocare a carte, esattamente come facevo io alla loro età. Si attendevano queste settimane con il desiderio di passare quelle piacevoli serate insieme. Non venivano da una festa in discoteca, non erano certamente né ubriachi né altro. Due ragazzi che sapevano certamente divertirsi, socievoli e simpatici com’erano, ma mai fuori dalle righe.
    Ed è questo ciò che più mi ha colpito e mi colpisce di quella maledetta notizia. Inaccettabile, impensabile. Non abbiate fretta di immaginarli angeli in cielo, perché Alessio e Giuseppe, appena diplomati e maggiorenni, con la loro piccola utilitaria, non meritavano davvero una disgrazia così grande.

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