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Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

E la politica non rispose…

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    C’è un bellissimo racconto di Erri De Luca, il cui titolo non ha smesso di accompagnarmi, sin da quando, ormai 20 anni fa, l’amicizia di Erri è entrata a dare una scossa decisiva alla mia formazione, civile e intellettuale. “La città non rispose” si intitolava il racconto, che sicuramente avrò già citato anche qui. Bene, quel titolo ritorna oggi, quando dinanzi ad un movimento civile di grande impatto come le cosiddette “sardine”, che ha avuto sin dagli inizi proprio in Erri De Luca, citato da Jasmine Cristallo, uno dei suoi ispiratori, è la politica a non rispondere. Eppure, come lo stesso Erri diceva qualche giorno in un’intervista, in realtà la politica, quella vera, con la P maiuscola, sono loro. È questa la politica: quella di cui si sente disperatamente il bisogno e l’assenza; ma, è questa la novità, a quest’assenza la società civile non intende rassegnarsi!

    Un filosofo di grande spessore teoretico, anche lui di origine napoletana, Giuseppe Limone, tempo fa in un suo intervento era riuscito come nessuno prima a farmi percepire quel tragico movimento di dissoluzione, di assorbimento, che il mondo esterno ogni volta oppone all’emergere delle verità più autentiche: che sono, sempre, quelle della politica e della poesia, come insegnava Hannah Arendt.

    A ciò occorre resistere, ogni volta. E di questo i giovani e le giovani rappresentanti del movimento, tra cui la “nostra” Jasmine, sembrano essere decisamente consapevoli. Anche quando, dinanzi ad una scadenza elettorale così importante, proprio nelle due regioni più “esposte”, la Calabria e l’Emilia Romagna, da quella piazza, da quella politica che torna ad essere agorà, alto era salito il monito dell’Unità! E anche lì, anche allora, tutto è stato immediatamente riassorbito in trame e congiure, giochi di correnti e contrapposizioni, dietrologie soffocanti, nelle quali e con le quali ogni possibile sussulto “poetico” è destinato immediatamente a morire. Perché nessuno, in realtà, è ancora disposto a credere che un’altra politica, quella vera, fatta di abbracci e poesia, possa improvvisamente farsi presente. Senza preavvisi, trattative, compromessi possibili: nell’assoluto rivelarsi di un gesto che, imprevisto e imprevedibile, giunge a dare finalmente un senso a ciò che da troppo tempo non ne ha.

     

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