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Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

Per un lessico dell’ “impolitica” catanzarese…

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C’era una volta il “laboratorio politico” Catanzaro. Una “primavera” partita nel segno di Itaca, che spronava al ritorno e all’impegno i tanti giovani in esilio, espulsi e allontanati da una città rinchiusa a riccio sulle consorterie, i privilegi, i clientelismi consolidati. Una rivoluzione felice, partita quasi per caso, da una scelta dettata più dalla disperazione, dalla certezza di perdere, che dalla speranza di farcela. Intorno a quella storica scelta, per il candidato più giovane di sempre, si coalizzavano le energie e le speranze migliori, quelle sopite, dimenticate, sulle quali ormai nessuno sarebbe stato disposto a puntare.

Il giovane candidato, infatti, si rivelava giorno per giorno abbastanza determinato e attento ad ascoltare, aperto al confronto, tale da riuscire a mettere d’accordo giovai e anziani, piccoli e grandi, in una misura sempre più insperata. Una bella avventura, fatta di energie creative e di dinamiche sempre aperte, orizzontali, inclusive. Laboratorio creativo vinto infine per un centinaio di voti a dir poco “sospetti”, di cui purtroppo nulla a quanto pare è rimasto. Assistiamo infatti ad una nuova disgregazione, benedetta addirittura dai vertici romani, che in nome di un dichiarato lavoro teso alla ricostruzione di quel contesto allargato e orizzontale, scevro da personalismi e bandiere, ha prodotto la scelta più divisiva possibile E non bastano le sigle partitiche o le benedizioni romane a cancellare quella che è, sotto gli occhi di tutti, la triste e lacerata realtà. Nessun reale tentativo è stato fatto per convergere, per comprendere il dissenso, per tentare di superarlo.

Ed ecco che curiosamente oggi, alla vigilia di un passaggio certamente decisivo e storico per la città, ci troviamo difronte a questi incontestabili dati di fatto:
1. Il “nuovo centrosinistra” a partire dal PD sostiene il candidato che alle elezioni precedenti aveva conteso al candidato del PD il secondo posto al primo turno, per poi rifiutare sdegnosamente ogni ipotesi di accordo o sostegno, regalando così di nuovo di fatto la città ad Abramo
2. Il nuovo “rigenerato (?)” PD regionale approva la scelta già fatta a favore di chi solo pochi mesi prima si teneva alla larga dalla competizione regionale e dalle scelte del partito e del suo attuale segretario, senza tentare il minimo sforzo per riaprire il campo ed evitare fratture, allontanandosi sempre di più dalla base e perdendo pezzi notevoli della sua storia, anche recente.
3. Un esponente autorevole della sinistra e del PD catanzarese incassa il sostegno di parte del cosiddetto “centrodestra”, che si trova in evidente difficoltà a presentare un suo candidato “di bandiera”
Dinanzi a questi incontestabili dati di fatto ognuno è libero di trarre le sue valutazioni, politiche e personali, ma di certo nessuno dei contendenti potrà sbandierare la linea di una coerenza politica che sinceramente si fa proprio fatica a intravedere… E non è certo sfuggendo alle questioni che si potrà guadagnare il consenso necessario a governare la città.

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