Le rubriche di Catanzaro Informa - Eros/psyche

Ansia

Più informazioni su


    La parola ansia è voce di uso quotidiano, nei discorsi della gente comune, e viene usata per indicare una vasta gamma di stati emotivi, considerati ancora fisiologici. L’ ansia non è che una reazione automatica di difesa dell’istinto di conservazione vissuta come allarme che si può esprimere anche tramite uno stato di tensione emotiva, accompagnato da disturbi fisici: tremore, sudorazione, palpitazioni, tensione muscolare, cefalea, sensazione di nodo alla gola, vampate di caldo.
    Non sempre l’ansia è una condizione morbosa, anzi un lieve stato di ansia deve essere considerato normale e addirittura utile in certe situazioni esistenziali, ad esempio, negli studenti in procinto di sostenere un esame.
    Quando l’ansia assume caratteristiche patologiche diventa una vera malattia, in assenza di gravi, ma soprattutto realistiche motivazioni, i pazienti cronicamente ansiosi lamentano preoccupazioni riguardo la salute e l’incolumità fisica dei familiari, la tenuta della famiglia, le capacità di rendimento lavorativo, scolastico o sportivo.
    Per la sua lunga durata il disturbo d’ansia ha una maggiore possibilità di esposizione ad alcune complicanze è caratterizzata da crisi ricorrenti di ansia acuta (o da veri attacchi di panico), con sensazione di morte imminente, tachicardia, iperventilazione, vertigini, gravi disagi per cui tali pazienti finiscono spesso al Pronto Soccorso di qualche ospedale dove viene loro praticata una terapia tranquillante.
    I soggetti con disturbi d’ansia possono essere trattati con successo dal medico di medicina generale che riesca ad instaurare col suo paziente un rapporto fondato sulla comprensione e sull’incoraggiamento, il che è sufficiente, il più delle volte ad assicurare una migliore sopportazione dei propri sintomi da parte del malato. Solo in casi particolarmente complessi e resistenti si ricorrerà ad uno psicoterapeuta qualificato, le tecniche del trattamento psicoterapico sono mirate alla rassicurazione e alla rimozione di eventuali fattori stressanti per contribuire a rinforzare le difese del paziente, che può trarre vantaggio anche da tecniche di rilassamento psico-fisico usate pure come autoterapia individuale.
    Quando le condotte psicoterapeutiche e le cure di rilassamento non bastano per controllare lo stato d’ansia pervasivo del paziente, bisogna ricorrere agli psicofarmaci. Tra questi vanno menzionate le benzodiazepine, che fin dalla loro comparsa, si sono rivelate assai efficaci ed affidabili per l’aspetto ansiolitico, miorilassante e favorente il sonno, che , combinato con la loro rapidità di azione, ne ha fatto attualmente il trattamento psicofarmacologico più impiegato in questo disturbo.

    Più informazioni su