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Disturbo da avversione sessuale

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    Secondo la Kaplan le cause immediate dell’inibizione del desiderio sessuale (ISD) sono tra le più difficili da scoprire .

    Chi soffre di questo disturbo prova ansia legata al sesso e un’ostilità significativa verso il partner.

    Così l’ansia insorge sin dall’inizio della sequenza sessuale, quando il rapporto è ancora soltanto previsto o si presenta come una possibilità, oppure non appena vengono sperimentate le sensazioni iniziali del deside­rio o dell’interesse erotico.

    Queste prime sensazioni vengono percepite come minacciose e il paziente si difende dall’ansia che esse evocano, “sopprimendo” rapidamente e involontariamente il desiderio, prima che esso affiori allo stato cosciente.

    Quando le cause sono psicologiche il disturbo è definito come Inibito o ISD (Inhibited Sexual Desire).

    Secondo questa teoria i sintomi sessuali sono il prodotto di antecedenti immediati che possono essere o non essere causati da conflitti più profondi e inconsci, indicati come cause remote.

    In tale contesto teorico, l’obiettivo iniziale e fondamentale delle terapie psicosessuali è modificare l’antecedente immediato del sintomo, cosicché, modificando o controllando la causa immediata, il sintomo viene guarito.

    Tuttavia, in presenza di conflitti inconsci più pro­fondi, a volte compaiono delle resistenze nel corso delle terapie per cui si rende necessario affrontare gli stati ansiosi sottostanti e remoti che si vanno a mani­festare.

    Il DSM IV (American Psychiatric Association, 1994) indica che, la caratteristica principale del disturbo da avversione sessuale, è l’avversione, e attivo evitamento del contatto sessuale, infatti, si avvale dei seguenti criteri diagnostici: persistente o ricorrente estrema avversione o evitamento di tutti i contatti sessuali genitali con il partner, il disturbo è causa di notevole disagio o di difficoltà interpersonali, la disfunzione sessuale  non è meglio definita dalla categoria diagnostica di un altro disturbo (ad eccezione di un’altra disfunzione sessuale). Il soggetto riferisce ansia, timore o disgusto quando si trova  di fronte ad una opportunità sessuale con un partner. L’avversione al contatto genitale può essere indirizzata su un aspetto specifico dell’esperienza sessuale (per es., secrezioni genitali, penetrazioni vaginali). Questo disturbo da avversione va con cura differenziato dai disturbi dell’umore, soprattutto la distimia e la depressione maggiore, che potrebbero interferire con l’area del desiderio sessuale,  in questi casi,  soffocato nella vita di ogni individuo.

    Secondo studi recenti, sia fattori fisici che psico­logici contribuiscono all’inibizione del desiderio ses­suale (ISD). Le cause fisiche comprendono: deficienze ormonali, depressione, stress, alcolismo, maltrattamenti nell’infanzia e malattie croniche. Nelle cause psicologiche troviamo: problemi relazionali, legati a scontri di potere, conflitti, o ostilità; cambiamenti antecedenti, per esempio, morte di un membro della famiglia o nascita, trasferimento in un’altra città; e precedenti esperienze sessuali negative.

     

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