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Le rubriche di Catanzaro Informa - Giovane… e la fede?

Mercoledì santo – Il volto donato

Quando al mattino ci guardiamo allo specchio si ha la percezione che colui che ci guarda sia uno straniero, qualcuno che ci conosce così bene da spiazzarci e scuoterci per il fatto che siamo messi a nudo. Il nostro volto parla a noi stessi e ci dice se siamo contenti, paurosi, soddisfatti o tristi, se ci sentiamo soli o incoraggiati da qualcuno. Con Dio il nostro volto diventa duro, fermo dinanzi a qualsiasi avversità. Anche se siamo circondati di incostanza ed incoerenza Dio ci da la possibilità di mantenerci fermi nella fiducia che lui è con noi. Non ci libera dai pesi della vita, dalle ingiustizie ma sta vicino a noi e da questa vicinanza nasce la forza di avere un volto sul quale traspare la gioia di essere figli. Una gioia che ci fa essere persone che si donano gratuitamente perché la gratuità è scritta in noi, non è una conseguenza di ciò che ci fanno gli altri. Il donarsi di Cristo non è un gesto di mercato come lo intende Giuda. E qui sta la distanza tra Gesù e Giuda: l’amore non si vende. Se ami ti doni liberamente, fai di te un capolavoro di messa a disposizione per gli altri senza aspettarti di essere ricambiato. Nella libertà si esclude ogni tradimento per il fatto che esci fuori da ogni logica di guadagno. Ci accorgiamo che il nostro volto diventa migliore, più chiaro, senza fraintendimenti perché l’amore ci rende trasparenti ed in esso si rintracciano la vicinanza del Regno di Dio. Per scoprire quanto è vicino il regno di Dio basta guardare un amico, una mamma, un papà, una buona persona che non ha doppie intenzioni, che non cerca qualcosa per sé a tutti i costi. Ecco, in questo volto si vede la bontà di Dio, diversa dal cuore buio di Giuda. Forse Giuda siamo un po’ tutti noi quando anche nell’amore cerchiamo di fare un investimento che ci faccia guadagnare qualcosa.

Fr. Rocco Predoti OFMConv