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Le rubriche di Catanzaro Informa - Giovane… e la fede?

Venerdì santo – Non siamo soli nel dolore di Cristo

Il dolore cammina sempre con la domanda del suo “perché”? Una domanda che a volte ci è lontana, a tratti indifferente mentre a volte diventa un tutt’uno con il nostro esistere. Quanto più il dolore si avvicina alla nostra vita tanto più la domanda si fonde con noi stessi fino a chiederne il senso della sofferenza.

Perché la privazione della gioia di vivere, il limite alla realizzazione dei nostri progetti? Il dolore ci fa trovare dinanzi ad un cammino in salita da percorrere con la speranza, vana, di uscirne fuori. Gesù oggi percorre la salita del suo dolore, di un cammino senza senso che giunge all’estremo fallimento invece di aprirsi ad una risoluzione. Sulla croce Dio fallisce così come noi falliamo ogni volta che non riusciamo a portare a realizzazione i nostri progetti e ci sentiamo inutili, scartati, privati della più bella soddisfazione. Soprattutto ci sentiamo soli in un mondo dove la concorrenza a superarsi non risparmia nessuno ed i valori più belli sono messi da parte ogni volta che qualcuno resta indietro. Gesù è rimasto indietro, espulso dalla città, inchiodato alla più vile tra le morti possibili in quel giorno.

La vigilia della Pasqua Gesù viene cacciato, allontanato dal luogo della pasqua. Ma quel non senso diventa il senso della pasqua dell’uomo, in quella solitudine Dio si fa accanto alle solitudini più insensate, nel suo fallimento troviamo il senso del nostro fallimento.

Il cammino di Cristo è la ricerca che Dio fa di ognuno di noi ogni volta che il dolore ci allontana la gioia di vivere. Allora il nostro dolore ha il senso della vicinanza di Dio, dell’accoglienza nell’abbraccio d’amore che Cristo ci dona sulla sua croce.

Fr. Rocco Predoti