Le rubriche di Catanzaro Informa - Il Filo Di Sophia

Eros ferito

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    Quand’è che finisce veramente un amore? Cosa comporta la fine di un amore e delle sue manifestazioni?  Quali le emozioni e quali le ferite? Come controllarle? Insomma ……quand’è che Eros rimane sconfitto? Beh…..naturalmente non ho una risposta esaustiva. O meglio. È chiaro che ognuno di noi abbia rispetto alla fine di un “piccolo grande amore” particolari e personali reazioni, sensazioni, percezioni dettate da scelte più o meno chiare, da infinite situazioni, da storie intrecciate e da momenti casuali di vita che ne stabiliscono il proprio status emotivo ed esistenziale. Ma tutti, credo, nella propria vita, hanno provato il dolore per la fine di un Amore. I significati che il termine Eros presenta nel linguaggio comune sono molteplici, disparati e contrastanti; e altrettanto molteplici, disparati e contrastanti sono quelli che esso presenta nella tradizione religiosa, filosofica e letteraria. Amore in senso lato! Amore come affezione ad un uomo, un padre, un figlio. Amore come amicizia. Amore come Dio. Amore come pietas. Amore come forza universale e armonizzatrice. Perché no? Amore come sesso. In tutti i casi in cui l’Idea che noi abbiamo dell’Amore fallisce, l’animo umano ritrova paradossalmente in sé o pieno vigore o dolce disperazione o atroce indifferenza. È quasi catartico!  Sì……..nell’irrequieta fase di pura e profonda malinconia, l’Io ferito abbatte e rigenera il ciclo biologico, il tempo, lo spazio e la memoria in un groviglio di variegate e altalenanti emozioni. Ogni attimo è più intenso, riflessivo, pacato. Il cuore è scosso. Il corpo irrigidito. Sensazioni che stridono con sentimenti di rabbia, rancore e rimpianti di un Eros, ormai ferito. Amori senza perché, amori dalle mille domande, amori violenti, amori folli, amori inviolati, amori impossibili, amori degenerati, amori recriminati, amori annientati, amori forzati, amori mai dimenticati. È difficile identificare tutte le diverse sfaccettature che questa nobile Emozione, dono degli dei agli uomini, può arrecare, provocare. Nietzsche amava definirlo Amor fati connotando il termine di una dimensione nichilista e fatalista ma dagli accenti ancora dionisiaci. In una formula argomentata negativamente: “Non voler nulla di diverso da quello che è, non nel futuro, non nel passato, non per tutta l’eternità. Non solo sopportare ciò che è necessario, ma amarlo”, il filosofo esprime l’atteggiamento proprio del superuomo e la natura dello spirito dionisiaco in quanto è accettazione integrale ed entusiastica della vita in tutti i suoi aspetti, anche in quelli più sconcertanti, tristi e crudeli.

    Ci si accorge di aver perso, deliberatamente o meno, una parte intima di se stessi. Ci si accorge insomma di aver colpito Eros! Indipendentemente dalle ragioni per cui un amore finisce, il controllo sulle emozioni che si susseguono dopo la fine di una storia d’amore, spesso vacilla. L’intensa percezione dei propri sensi e dei propri pensieri potrebbe indurci a credere che sia paura…………..ed invece stai vivendo semplicemente un’altra Emozione.

     

     Anna De Fazio

     

     

     


     

     

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