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SCOLIOSI IDIOPATICA IN FASE DI CRESCITA

Diario di bordo per i genitori

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Con questo nuovo articolo, proverò a somministrare qualche piccola regola, qualche consiglio per i genitori, in modo da facilitare il riconoscimento dei primi segnali della scoliosi idiopatica nella fase di crescita.

La scoliosi è una patologia piuttosto subdola che potrebbe giocarci brutte sorprese, se non presa in tempo. È una patologia del tutto asintomatica e non si manifesta con dolore e questo è uno dei motivi che, a volte, porta a non accorgersene, fino a quando non diventa di una certa entità e perciò visibile ad uno sguardo attento.
Di seguito, qualche piccolo consiglio per individuare la scoliosi idiopatica nella fase di crescita: bisogna solo allenare lo sguardo e osservare la schiena dei propri figli in modo informale o anche durante il gioco; osservare da dietro le spalle ci apre ad una migliore percezione!

Questi elencati, i campanelli d’allarme a cui fare attenzione:
• Spalle ad altezza differente o una scapola più prominente dell’altra
• Testa non allineata rispetto al centro del bacino
• Anca sollevata e prominente
• Coste ad altezze differenti
• Fianchi irregolari
• Variazioni nel colore e nella consistenza della cute che ricopre la colonna vertebrale
• Inclinazione di tutto il corpo verso un lato
• Prominenza delle coste a tronco flesso in avanti
• Uno spazio fianco-braccio meno ampio dell’altro

Tipico della scoliosi è il cosiddetto “gibbo”, una specie di protuberanza che si mette in evidenzia a livello toracico o lombare, a destra o a sinistra, quando si flette in avanti il busto.

Che cos’è la scoliosi?

La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale caratterizzata da una deviazione laterale della schiena, associata a una rotazione dei corpi vertebrali, (particolare che la differenzia dal semplice atteggiamento scoliotico in cui non compare questa caratteristica).
Se, infatti, sul piano laterale la schiena ha una sua fisiologica curvatura, sul piano frontale dovrebbe invece essere quanto più diritta possibile.

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La scoliosi idiopatica può svilupparsi in qualsiasi momento durante l’infanzia e l’adolescenza. Risulta essere più comune nei periodi di forte crescita fra i 6 e i 24 mesi, fra i 5 e gli 8 anni e fra gli 11 e i 14 anni di vita. Il tasso di sviluppo della curva vertebrale cambia più rapidamente all’inizio della pubertà. Questa è l’informazione più importante che ogni genitore dovrebbe conoscere.
Per l’appunto, lo scatto di crescita durante la pubertà inizia con un’accelerata crescita longitudinale degli arti, la quale provoca una sproporzione temporanea del corpo (arti lunghi e tronco corto).
Successivamente, la crescita longitudinale si osserva anche nello scheletro assiale. Si tratta del periodo di più marcata progressione della scoliosi idiopatica.
A circa due terzi del periodo che vede questo scatto di crescita puberale, le ragazze presentano il menarca, il quale indica una riduzione lenta e graduale del rischio di progressione della scoliosi.
Dopo il completamento della crescita vertebrale, la progressione della scoliosi idiopatica è molto più basso.

Gli obiettivi del trattamento conservativo della scoliosi sono morfologici e funzionali. Il primo aspetto influenza l’estetica, mentre entrambi gli aspetti determinano la qualità di vita, il benessere psicologico e la disabilità del paziente.

Gli obiettivi del trattamento conservativo della scoliosi idiopatica sono:
1. arrestare la progressione della curva alla pubertà (o possibilmente ridurla);
2. prevenire o trattare le disfunzioni respiratorie;
3. prevenire o trattare le sindromi algiche vertebrali;
4. migliorare l’aspetto estetico attraverso la correzione posturale.

Osservazione e test posturale:

Si tratta della prima fase di un approccio attivo contro la scoliosi idiopatica ed è costituita da una valutazione clinica regolare con un periodo di follow-up specifico.
La programmazione temporale di questo follow-up può oscillare da 2-3 a 36-60 mesi secondo la situazione clinica specifica. Valutazione clinica non richiede il ricorso ai raggi X, le radiografie vengono solitamente utilizzate nel corso di valutazioni cliniche alternate (prescrizione delle radiografie ogni 12 mesi circa ).

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Fisioterapia:

La frequenza delle sessioni terapeutiche dipende dalle tecniche, dalla collaborazione e dalla capacità del paziente di eseguire il trattamento con l’aiuto del fisioterapista. A volte, può essere condotto su base quotidiana oppure alcune volte alla settimana. Le sessioni fisioterapiche ambulatoriali a lungo termine, molto spesso si tengono 2-4 volte alla settimana se il paziente è disposto a collaborare pienamente. L’attuale forma di esercizio dipende principalmente dal carattere del metodo terapeutico prescelto.
È di estrema importanza che gli esercizi fisioterapici specifici seguano una delle scuole che hanno dimostrato l’efficacia del loro approccio mediante studi scientifici.

Quindi di estrema importanza è la diagnosi visiva da parte dei genitori; guardiamo attentamente i nostri figli e in caso di dubbi, il consiglio è di rivolgersi ad uno specialista.

Ci rivediamo al prossimo articolo.

Luca Iannelli
Fisioterapista
Tel. 393.511.9210
Facebook: LucaIannelliFisioexpress/

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