Le rubriche di Catanzaro Informa - La bella notizia

Non sentirsi grandi

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    DALLA PRIMA LETTURA (libro del Siràcide greco 3,17-20.28-29)

    Questa lettura è Parola di Dio. Quindi è Dio che ci parla e ci dice: “Figlio mio, comportati sempre con dolcezza, SENZA SENTIRTI GRANDE: e vedrai che tutti ti ameranno. Anzi quanto più sei GRANDE, tanto più fatti umile: e la Mia grazia scenderà su di te. Perché di uomini orgogliosi e superbi ce ne sono tanti: ma solo ai miti, Io rivelo i miei segreti. Solo gli umili vedono la Mia gloria: e sperimentano la Mia potenza. Quella del superbo è una condizione squallida, senza rimedio: perché l’orgoglio è la radice di ogni male. Se il tuo cuore è docile invece, puoi cogliere il senso delle Mie parabole: ascoltare e comprendere il Mio messaggio !”.

     

    DAL SALMO RESPONSORIALE (Salmo 67,4-7.10-11)

    Questo salmo è Parola di Dio. Quindi è Dio che ci parla e ci dice: “NON SENTIRTI GRANDE, anzi considerati povero: ed abiterai per sempre, nella splendida casa che ho preparato per te. Vivi sempre con gioia e giustizia: esultando e cantando di felicità al Mio cospetto. Canta a Me che sono il tuo Signore: inneggiando sempre al Mio nome. Io sono il tuo Dio: padre degli orfani, marito delle vedove, difensore degli umili. Sarò Io a liberarti se sei prigioniero: a darti una casa, se rimani solo. Se sei esausto per la sete, Io riverserò su di te una pioggia abbondante: dandoti forza e ristoro. Tu NON SENTIRTI GRANDE, anzi considerati povero: ed abiterai per sempre nella casa sicura, che nella Mia bontà ho preparato per te !

     

    DALLA SECONDA LETTURA (lettera agli Ebrei 12,18-19,22-24a)

    Questa lettera è Parola di Dio. Quindi è Dio che ci parla e ci dice: “Ama gli altri come fratelli, SENZA SENTIRTI GRANDE. Ed Io ti farò sperimentare cose magnifiche: molto di più di quelle che sperimentò Mosè. Lui infatti vide appena qualche segno tangibile della Mia presenza: un fuoco ardente che non si consumava mai e poi, salendo sul monte Sìnai per ricevere i 10 comandamenti, una improvvisa oscurità seguita da una terribile tempesta. Ed anche gli ebrei rimasti sotto il monte ad aspettarlo, poterono a mal appena ascoltare la Mia voce tuonante, accompagnata da squilli di tromba assordanti: poi infatti si tapparono le orecchie, scongiurandomi di smettere di parlare. A voi invece concederò molto di più. Io ti farò salire su un monte molto più alto del Sìnai: la montagna del cielo! Ti farò entrare nella Mia splendida città: la città del Dio vivente. Ti farò vedere l’adunanza festosa di migliaia di angeli: e partecipare alla felicità dei miei figli, i cui nomi sono scritti nei cieli. Quel giorno potrai vedere Me, Dio giudice di tutti: e gli spiriti dei giusti, che Io ho reso perfetti. E potrai abbracciare anche mio Figlio Gesù: Colui che ho mandato come mediatore, di questa Mia nuova magnifica promessa di felicità !”.


    DAL VANGELO (Luca 14,1.7-14)

     

    Questo passo del vangelo è Parola di Dio. Quindi è Gesù che ci parla e ci dice: “Un sabato ero stato invitato ad un pranzo di gala, nella casa di uno dei capi dei farisèi: e tutti mi osservavano, curiosi di vedere cosa avrei detto. Gli invitati erano persone molto importanti, che SI SENTIVANO GRANDI: e cercavano in tutti i modi di sedersi ai primi posti della tavola. Così dissi loro:

     

    «Quando ti invitano ad un banchetto, non metterti a sedere al posto più in vista. Se infatti c’è un altro invitato più importante, il padrone di casa potrebbe dirti: -Cedigli il posto!-. Allora dovrai alzarti e metterti all’ultimo posto rimasto: umiliato davanti a tutti. Quando arrivi ad un banchetto invece, tu siediti all’ultimo posto: SENZA SENTIRTI GRANDE. E vedrai che il padrone ti dirà: -No amico, vieni a sederti più vicino!-. E così farai una splendida figura davanti a tutti. Anche quando Io darò la Mia festa eterna infatti, accadrà la stessa cosa: chi in vita si è sempre esaltato, verrà umiliato. Mentre sarà esaltato, chi è stato umile! ».

     

    Rivolto al padrone di casa poi, aggiunsi: “E tu la prossima volta che organizzi un pranzo o una cena, non invitare solo amici, parenti e persone ricche che possono ricambiare l’invito. Se vuoi veramente regalare il pranzo a qualcuno, invita anche poveri, malati ed emarginati che non possono ricambiare. Sarò Io infatti a ricambiare per loro, il giorno della resurrezione dei giusti: invitandoti alla Mia festa eterna. Perchè Io amo i deboli, i poveri, gli umili: non chi SI SENTE GRANDE !”.


     

     

     

    A cura di Antonio DI Lieto

    www.bellanotizia.it

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