Le rubriche di Catanzaro Informa - La materia grigia

Cervello a luci rosse

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    Cosa succede quando un uomo sfoglia una rivista erotica, vede una donna nuda o guarda un film porno? La risposta è abbastanza scontata. Si eccita naturalmente, almeno nella maggior parte dei casi. Ma attenzione, la scintilla che provoca l’erezione “automatica” di fronte a scene hard, almeno nell’uomo è tutta cerebrale. Sono infatti i neuroni specchio, ovvero quelle cellule del cervello che si attivano quando si compiono delle azioni o si guarda qualcuno compierle, a provocare l’eccitazione.
    Sempre in fatto di reazioni a nudità e pornografia nelle donne invece le cose sono bene diverse. Tanto per cominciare, se per gli uomini sono le scene erotiche e di nudo che hanno per protagoniste le donne a provocare maggiore eccitazione, per il gentil sesso non è la visione di un corpo maschile nudo a “scaldare” i sensi. Almeno così spiega una ricercatrice canadese, che ha scoperto come un uomo nudo ecciti quanto le nevi dell’Himalaya le donne eterosessuali, il cui sangue invece si scalda davanti alle forme di una ragazza nuda che fa ginnastica.

    Meredith Chivers, del Centro per la Dipendenza e la Salute Mentale dell’Università di Toronto, afferma che ”guardare un uomo nudo che passeggia sulla spiaggia, che si contorce in posizioni yoga o getta sassi nell’oceano è altrettanto eccitante per le donne dell’immagine di controllo del test, un paesaggio dell’Himalaya coperto di neve”. Quando però alle spettatrici al centro dell’esperimento sono state mostrate immagini di ragazze nude in palestra, le cose sono cambiate radicalmente, almeno secondo i risultati di un strumento sofisticato usato per misurare l’eccitazione genitale. ”Quel che eccita le donne, almeno nelle condizioni artificiali di un film, non è tanto la nudità, ma la sensualità della situazione”, ha spiegato la Chivers che ha presentato i risultati del test in un documentario sulla bisessualità intitolato ‘Bi the Way’.

    Lo studio della Chivers conferma un filone di ricerca secondo cui la sessualità femminile è un concetto molto più fluido, complessa e multidimensionale di quella maschile. ”Le donne non sembrano differenziare tra i sessi nelle loro reazioni, o quanto meno non lo fanno le donne eterosessuali”, ha detto la studiosa canadese. A scoprire invece l’erezione cerebrale negli uomini sono stati dei ricercatori francesi dell’università di Picardie Jules Verne di Amiens, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Neuro Image. Per la prima volta, gli scienziati hanno misurato gli effetti di diverse immagini sull’attività cerebrale e su altri organi umani. Otto uomini sono stati sottoposti alla visione di tre tipi di filmati: un documentario sulla pesca, uno sketch del personaggio comico Mr. Bean e quindi una pellicola porno. Intanto i ricercatori tenevano d’occhio con una risonanza magnetica funzionale l’attività del cervello di ciascuno. Ma anche la tumescenza del pene del campione di uomini, attraverso uno strumento ad hoc: il pletismografo penile. “Come atteso, così hanno rivelato gli scienziati, l’erezione è arrivata con la visione della pellicola hard, così come si sono accese in corrispondenza alcune aree del cervello”. Ma, incrociando le informazione della risonanza magnetica e del pletismografo, è stato possibile osservare la correlazione tra meccanismo cerebrale ed erezione. “Il volume dell’organo sessuale maschile è risultato correlato alla potenza dell’attivazione di un’area del cervello specifica: il pars opercularis, nell’area di Broca dove appare l’attività dei neuroni specchio”. E non è tutto, gli scienziati hanno scoperto che “l’attivazione dei neuroni, e dunque di quell’area specifica cerebrale, avviene prima dell’eccitazione fisica e della conseguente erezione automatica. Più o meno come se quelle cellule cerebrali rappresentassero una sorta di telecomando del processo di erezione“.

    In un’altra ricerca condotta da psicologi dell’Università di Princeton (Usa), condotto sugli studenti dell’Università, dimostrerebbe come le donne ritratte in bikini o in atteggiamenti a sfondo sessuale finiscano per farle apparire realmente agli uomini come “oggetti”. La ricerca è stata condotta realizzando una serie di risonanze magnetiche al cervello degli uomini scelti come volontari, nel momento in cui venivano loro sottoposte immagini di donne vestite in abiti succinti. Le parti del cervello che entravano in attività erano quelle generalmente associate alla corteccia premotoria, che si attiva quando si ha la visione di oggetti, quali una casa, una macchina e così via. Secondo la ricercatrice, è ancora più “scioccante” il fatto che alcuni uomini durante la visione delle fotografie non mostrino in alcun modo attività cerebrale nelle aree del cervello che generalmente rispondono quando si ha interazione con delle persone, anche se viste in fotografia. Risultano del tutto disattivate le aree del cervello che possiedono un ruolo nell’empatia, nella capacità di comprendere emozioni e desideri delle altre persone. Spiega Fiske: “Ciò significa che questi uomini quando osservano donne in abiti o in atteggiamenti a sfondo sessuale subiscono cambiamenti nell’attività cerebrale e possono modificare il modo con cui percepiscono la figura femminile, considerandola non più come una persona con cui relazionarsi, ma come un oggetto sul quale agire”.

    Dunque è vero, l’uomo e la donna percorrono binari paralleli ma anche i treni, prima o poi,  possono deragliare! Dunque speriamo di trovare il treno giusto….Magari comodi su una bella spiaggia assolata!

     

    Dr.ssa Laura Iozzo Medico Chirurgo
    Specialista in Psichiatria e Psicoterapia
    lauraiozzo@virgilio.it
    Cell: 329/6628784

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