Le rubriche di Catanzaro Informa - La materia grigia

Reality Show

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    Il termine voyeurismo (detto anche “scoptofilia”, “scopofilia” o “mixoscopia”) deriva dal francese voyeur, “guardone”. Gli altri termini derivano dal greco mixis, “coito” e skopéin, “vedere”. Inoltre, vi è, nello specifico, il termine “scopofilia diretta”, denominata anche trialismo, quando l’orgasmo del parafilico è immediato e dipendente solo dall’osservazione dell’altrui coito nonché dalla messa in atto del proprio coito con la stessa persona che nel rapporto a cui aveva assistito assumeva un ruolo passivo (Avenia e Pistuddi, 2007). La focalizzazione parafilica del voyeurismo comporta l’atto di osservare soggetti che non se lo aspettano, di solito estranei, mentre sono nudi, si spogliano o sono impegnati in attività sessuali. L’atto di guardare (furtivamente, sbirciare) ha lo scopo di ottenere l’eccitazione sessuale e di solito non viene ricercata alcuna attività sessuale con la persona osservata. L’esordio del comportamento voyeuristico è di solito prima dei 15 anni. Il decorso tende ad essere cronico (American Psychiatric Association, 2000) anche se i comportamenti vengono meglio definiti ed elaborati anche nella prima età adulta e le manifestazioni possono diminuire con l’età. l voyeurismo è un comportamento frequente e normale nel bambino che non avendo nozioni sessuali vuole scoprire ciò che gli adulti nascondono. L’impulso è quello di comprendere il funzionamento del corpo umano (il proprio in primis) e le differenze tra i sessi. Nell’adolescenza, quando si avvicina la possibilità concreta di un’attività sessuale completa, l’impulso viene spostato sulla visione di materiale più esplicito e pornografico, anche in gruppo. Nell’età adulta la curiosità dovrebbe ormai essere stata soddisfatta dall’esperienza personale, quando il voyeurismo permane assume le caratteristiche di un disturbo psicologico vero e proprio.

    I nuovi mezzi di comunicazioni sono un terreno fertile per questo genere di attività. Non è necessario fare riferimento all’abbondante presenza di materiale pornografico, in quanto non si tratta di osservazione di persone inconsapevoli, bensì di attori pagati. Si tratta di una forma di voyeurismo che qualcuno definisce mediatico che si sta diffondendo senza ostacoli. E che imperversa anche attraverso i reality show. Anche in questo caso si potrebbe obbiettare sull’autenticità del comportamento di ‘inquilini’, ‘isolani’ e quant’altri, sebbene si punti sempre sull’impossibilità di recitare per tanti giorni 24h al giorno. Non si devono confondere pornografia e voyeurismo: la pornografia rappresenta in modo osceno (nella normale accezione del senso del pudore) manifestazioni sessuali e chi si esibisce è conscio di quello che sta facendo e retribuito mentre, nel caso del voyeurismo, la vittima è inconsapevole. Mentre nei mezzi di rappresentazione e comunicazione del passato (letteratura, pittura ecc.) non era possibile creare un’opera con un soggetto inconsapevole (se non mediato dalla fantasia dell’artista), con i nuovi mezzi (fotografia, televisione e …internet) ciò è senz’altro possibile e permette di dare origine ad una nuova forma di “voyeurismo mediatico”. Si stanno sempre di più realizzando scenari che fino a pochissimi anni fa sembravano soltanto delle ipotesi curiose.  Il film “THE TRUMAN SHOW ” (tratto da un racconto del neozelandese Andrew Niccol) ha rappresentato in modo magistrale la storia di un individuo che dalla nascita è stato inconsapevole protagonista assoluto della più seguita soap opera del mondo.

    Il comportamento parafilico può a volte essere collegato a un quadro di disfunzione sessuale che deve essere affrontata con una terapia specifica. Una tecnica che merita attenzione in quanto incorpora le procedure volte alla prevenzione della ricaduta descritte in seguito ed è risultato efficace in molti disturbi disadattivi è la Covert Sensitization (o Covert Aversive Conditioning). La metodologia della sensibilizzazione covert, ideata da Cautela (1966, 1967), viene usata per comportamenti disadattivi (parafilie, alcolismo, fumo, dipendenza da roghe o barbiturici, cleptomania, onicofagia, comportamenti autolesionistici, gioco d’azzardo ecc). Sembra che tale tecnica abbia i risultati migliori quando viene. applicata a casi di obesità nonché a disturbi e devianze sessuali (Kearney, 2006).    La tecnica consiste nell’elicitare fantasie o immaginazioni, in questo caso parafiliche, che possono verificarsi spontaneamente o essere indotte volontariamente. A tali fantasie viene fatta seguire l’immaginazione di tutte le conseguenze negative che potrebbero verificarsi se la parafilia fosse scoperta e, contemporaneamente, vengono associati a tali fantasie stimoli negativi. Mentre una volta, per diminuire l’attivazione sessuale, si utilizzava la castrazione chimica con l’uso di antiandrogeni, recentemente sono stati presi in considerazione gli antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).   Dato che per molti alcuni comportamenti parafilici vengono associati al disturbo ossessivo-compulsivo (DOC; Kafka e Prentky, 1994), di conseguenza, data la nota efficacia degli SSRI sul DOC, vari psichiatri li impiegano anche nelle parafilie come farmaci meno pericolosi degli antiandrogeni. Gli SSRI, infatti, hanno effetti collaterali minori, possono essere prescritti per periodi lunghi, non riducono tutti gli aspetti della sessualità e possono essere introdotti sia per facilitare la compliance psicoterapeutica sia quando i trattamenti cognitivo-comportamentali della ricaduta hanno portato sotto maggiore controllo i sintomi.
     

    Dr.ssa Laura Iozzo Medico Chirurgo
    Specialista in Psichiatria e Psicoterapia
    lauraiozzo@virgilio.it
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