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Calcio, accuse agli accusatori e il silenzio dei campioni

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    di Nuccio De Simone

    Le accuse agli accusatori. Sono il Codice Penale, il Diritto Italiano, il dritto e rovescio processuale che spesso prevedono e facilitano la legge del contrappasso. Messi alle sbarre, a vuotare il sacco, collaborare con la Giustizia e completare appunto il quadro accusatorio , con  rinvii a giudizio e processo. Se vogliamo azzardare un confronto , sarebbe il Metodo Buscetta o addirittura, in altri casi di mafie italiane, il Metodo dell’ Immobilismo: si eliminano tra loro, crollano pax e sinergie, e il lavoro Inquirente e Giudicante ha la strada spianata. Chiuso l’azzardato parallelismo, veniamo ai fatti.

    Dieci anni di reclusione per il capo ultras del Milan Luca Lucci e il suo braccio destro Daniele Cataldo. Sono le richieste di pena del  pubblico ministero di Milano Paolo Storari alla gup  Rossana Mongiardo  nel processo con rito abbreviato alle curve di San Siro che si tiene a porte chiuse in aula bunker a San Vittore. Per Lucci e Cataldo è stata chiesta anche la libertà vigilata per 4 anni. Storari, con i colleghi Sara Ombra e Leonardo Lesti, ha coordinato l’operazione ‘Doppia Curva’ di squadra mobile e guardia di finanza, ipotizzando un’associazione a delinquere aggravata anche dall’agevolazione mafiosa e colpevole di lesioni, percosse, estorsioni, resistenza a pubblico ufficiale, del tentato omicidio di Enzo Anghinelli nel 2019 e dell’omicidio di Antonio Bellocco il 4 settembre 2024.

    Il pm ha chiesto poi una condanna a 9 anni di reclusione per Andrea Beretta, ex capo della Curva Nord interista e ora collaboratore di giustizia, accusato, appunto, dell’uccisione di Antonio Bellocco, anche lui nel direttivo ultrà nerazzurro e rampollo del clan di ‘ndrangheta. Dalle deposizioni dei capi ultras,  ritenuti dagli inquirenti elementi di spicco della criminalità , gli investigatori hanno tratto e messo a verbale fiumi di riferimenti a esponenti di clan calabresi, esecutori di delitti saliti a Milano dalla Calabria, amministratori comunali e regionali. Insomma una rete da romanzo del crimine.
    Una piovra con tentacoli sugli interessi del calcio e sulle ramificazioni mafiose già esistenti nel sistema dell’Anti Stato.
    Accuse, accusatori e parti lese. Ora parola o palla ai Difensori del calcio, dalle Società ai Dirigenti alla Lega di serie A.
    Tutti chiamati a tutelare patrimonio e immagine. Sarà Dritto e Rovescio della Giustizia?
    Parti Lese o accusate?
    A domanda rispondano.

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