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L’artiglio, antinfiammatorio naturale, che fa bene

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    Artiglio del diavolo è il nome dialettale dell’Arpagofito (Harpagophytum procumbens), una pianta perenne rampicante appartenente alla famiglia delle Pedaliacee. Diffuso nell’Africa Sud-Occidentale ed in particolare nel deserto del Kalahari, nelle steppe della Namibia e nel Madagascar, l’artiglio del diavolo deve il suo nome alle quattro appendici dure e nastriformi che caratterizzano i suoi frutti ovoidali. Queste escrescenze sono dotate di robusti uncini che, penetrando nel corpo o nelle zampe degli animali, procurano serie ferite, costringendoli a compiere una danza “indiavolata”.

    L’artiglio del diavolo ha diverse proprietà. La pianta viene sfruttata in medicina per la sua radice, che è composta da antinfiammatori naturali: si tratta di glucoiridoidi. Viene usata per curare malattie difficili come l’artrite reumatoide, i reumatismi in generale, la tendinite, la lombalgia, l’artrosi e tutte le malattie di origine reumatica. Il tutto è possibile grazie ai principi attivi che essa contiene. Tra questi ci sono i fitosteroli e i flavonoidi, che determinano un’attività antinfiammatoria e analgesica.

    L’artiglio del diavolo è impiegato da molto tempo soprattutto nella medicina tradizionale dei popoli sudafricani per curare i problemi che interessano il sistema osteo-articolare. La radice della pianta si è dimostrata efficace soprattutto in quelle situazioni che provocano dolore e infiammazione.

    Ecco perché viene ampiamente utilizzata nel trattamento del mal di schiena, delle tendiniti, del mal di testa da artrosi cervicale, della sciatica, dell’artrite, dell’artrosi e delle contusioni.

    Non bisogna dimenticare che la pianta in questione ha anche proprietà ipocolesterolemizzanti e ipouricemizzanti. Tutto ciò la rende utile anche in caso di gotta. Queste azioni sono dovute anche alla presenza di molti principi amari, che sono in grado di stimolare la produzione di succhi gastrici e della bile.

    Il suo uso è diffuso ampiamente e ben noto anche nel mondo dello sport, dove i disagi causati dalle malattie reumatiche sono vissuti in contemporanea all’impossibilità di assumere certe categorie di farmaci, considerati dopanti, che possono essere sostituiti da medicinali di origine naturale, come appunto i derivati di questa pianta. Può essere impiegata anche come antispastico per i dolori mestruali  e per i dolori intestinali di origine nervosa.

    L’artiglio del diavolo si assume di solito per via orale. Si usa l’estratto secco, che viene ottenuto dalla radice della pianta. Il dosaggio medio, come è stato dimostrato da diversi studi, è compreso tra 600 e 1200 mg al giorno.

    L’effetto si manifesta nel giro di 7 o 8 giorni e raggiunge l’apice dopo circa 30 giorni, restando stabile nel corso del tempo.

    L’artiglio del diavolo si trova anche sotto forma di estratto acquoso e tintura madre. Ci sono anche capsule o compresse e sono disponibili pomate e gel, da usare soprattutto nel caso di infiammazioni articolari. La pomata e la crema sono per un uso topico.

    E’ bene ricordare che l’uso di questa erba officinale è controindicato in caso di gastriteulcere gastriche o duodenali. Inoltre non andrebbe usata quando si assumono degli altri antinfiammatori, perché potenzierebbe in maniera eccessiva gli effetti dei farmaci, compresi quelli indesiderati.

    Gli effetti sgradevoli più comuni consistono nella nausea e nel mal di stomaco, mentre raramente si manifestano dolori addominali e diarrea. E’ bene assumerla a stomaco pieno e non va usata al di sotto dei due anni, in gravidanza e nel corso dell’allattamento.

     

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