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Erisimo: ‘ l’erba dei cantanti ‘ ottima per le infiammazioni alla gola

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    L’Erisimo, conosciuto comunamente anche con i nomi di “erba cornacchia” o “erba dei cantanti”, è una pianta appezzata fin dai tempi degli antichi Greci e romani, che la consideravano un rimedio molto importante della medicina popolare. Appartenente alla famiglia delle Crocifere, l’erisimo trova le sue origini in Europa e successivamente viene importato e naturalizzato in molte altre regioni; attualmente è ampiamente diffuso non solo in Europa, ma anche nel Nord America, sulle Ande, in Sudafrica e Nord Africa. In Italia cresce senza difficoltà dal mare alla zona submontana. Ne esistono diverse cultivar ornamentali che oggi vengono coltivate nei giardini per la bellezza dei fiori che durano molto a lungo.

    L’erisimo, detto anche deve il suo nome all’azione antinfiammatoria e antisettica sulle vie respiratorie, in particolare il suo utilizzo è consigliato nel trattamento delle infiammazioni della gola, nei casi di afonia e disfonia (abbassamento o perdita momentanea della voce) conseguente a laringite, faringite e tracheite.

    Le attuali conoscenze tendono ad attribuire queste proprietà alla presenza di mucillagini e a composti solforati, simili a quelli del rafano, che conferiscono all’erisimo attività fluidificante ed espettorante delle secrezioni bronchiali. Per questo motivo si rivela un ottimo rimedio per la tosse di varia natura; e per lenire la secchezza o le infiammazioni delle gole dei fumatori, degli attori e di coloro che lavorano con la voce.

    Il nome “Erisimo” deriva dal greco Eruo “io salvo” e Oimos “il canto” e per questa sua caratteristica era conosciuto sin dall’antichità; ma soltanto nel XVI secolo fu accuratamente studiato.

    La pianta, infatti, per le sue proprietà curative divenne la pianta degli oratori, degli attori di teatro e dei cantanti durante il Rinascimento. Si racconta che nel 1951 il famoso tenore Tito Schipa due ore prima di entrare in scena fosse completamente afono e che, grazie a un decotto di erismo fu in grado di esibirsi.

    Puo’ essere preparato come

    Infuso: versare un litro di acqua bollente sopra 30-40 g di sommità fiorite essiccate e sminuzzate grossolanamente; lasciare in infusione per 10-15 minuti, quindi colare. Se ne prendono 3-4 tazze al giorno, lontano dai pasti principali, meglio se caldo e addolcito con un poco di miele.

    Succo fresco: passare alla centrifuga per qualche minuto (non utilizzare il frullatore) la quantità desiderata della pianta fresca (porzione aerea), fino a ottenere il succo fresco. La dose consigliata è 10 g al giorno, mescolato a miele.

    Tintura: mettere a macerare 25 g di sommità fiorite fresche o essiccate in 125 g di alcool a 25°; dopo una settimana di macerazione, colare e conservare in una boccettina di vetro scuro. Se ne prendono 2-3 cucchiaini durante il corso della giornata, diluiti in una bevanda calda a piacere e addolcita con miele.

    Vino medicinale: fare macerare in un litro abbondante di buon vino bianco secco, 40-50 g di pianta intera fresca (porzione aerea) e ben sminuzzata; lasciare a macero per 7-8 giorni, poi colare e conservare in una bottiglia chiusa. Bere un bicchierino 3-4 volte al giorno, preferibilmente lontano dai pasti.

    Infuso per uso esterno: versare sopra 60 g di pianta essiccata e sminuzzata un litro di acqua bollente, lasciare in infusione fino a completo raffreddamento, quindi colare. Utilizzare per fare lavaggi, sciacqui e gargarismi.

     

    Piu facilmente reperibile in commercio in prodotti già pronti

     

    Attenzione particolare per i soggetti che fanno uso di anticoagulanti e di farmaci cardiottivi: può inibire l’effetto anticoagulante del warfarin   per il contenuto di vitamina K;

    Aumenta il metabolismo di alcuni farmaci attivi a livello cardiaco per l’attività di induzione enzimatica.

     

    Dottoressa Annapaola GIGLIO

    Tel. 0961.62782
    annapaola.giglio@gmail.com

     

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