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Un premio ispirato da un preistorico graffito: Bos primigenius

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    Un graffito di dodicimila anni ha suggerito al Comune di Papasidero, nel cosentino, di istituire un trofeo regionale come riconoscimento di quei calabresi che si distinguono per meriti professionali ed umani nonché per creatività. L’editore Demetrio Guzzardi, il fotografo Giulio Archinà ed il giovane imprenditore Francesco Renzelli, sono stati i primi tre premiati del “Bos primigenius” sulle gradinate di piazza Castello alla presenza del sindaco Fiorenzo Conte e dell’assessore alla cultura Loredana Olivieri che ha annunciato che il premio sarà ripetuto negli anni a venire. Questa premiazione ha dato il via ad una serie di manifestazioni per solennizzare il cinquantesimo anniversario del ritrovamento dell’importante graffito preistorico (16-10 mila a.C.) del bos primigenius nella Grotta del Romito di Papasidero, avvenuta nel 1961. Nella valle del fiume Lao, nel 1960, il professore Miglio scoprì una caverna preistorica destinata a costituire una pietra miliare per la storia della Calabria, la “grotta del Romito”, aperta ai piedi di una rupe calcarea, sulle pendici del Monte Ciagola a poca distanza del fiume Lao, che è servita come riparo a una delle numerose comunità preistoriche del luogo. Un’artista del Paleolitico, circa 12.000 di anni fa, ha raffigurato su un macigno calcareo di 2 metri e trenta centimetri, l’immagine di un Bos primigenius (bisonte preistorico) e appena più in basso la testa di un altro bovide.
    In diversi parti della grotta sono stati rinvenute, anche, sepolture di coppie scheletriche risalenti a 9.200 anni fa. In una di queste sepolture è possibile osservare i resti de i nani del Romito, ovvero, di un uomo (della statura di 1,40 mt) e quelli di una donna (della statura di 85 cm) abbracciati. La donna copre la spalla e la guancia dell’uomo con la nuca mentre l’uomo tiene il braccio sinistro sotto le spalle della donna. L’età dei due resti e di quindici-vent’anni.
    E’ stato il presidente della commissione regionale sulla mafia, Salvatore Magarò, a consegnare il riconoscimento ad Archinà, fotografo, che con il suo obiettivo immortala cose, persone e manufatti della Calabria ed è stato il primo fotografo professionista ad utilizzare il deltaplano per “catturare” le immagini dall’alto della sua regione, Guzzardi, editore, con la passione per la cultura calabrese che da venticinque anni pubblica per la sua casa editrice, Progetto 2000, testi per riaffermare il valore positivo della storia e delle sane tradizioni della gente di Calabria e Renzelli, giovane imprenditore della premiata ditta omonima di Cosenza che, dal 1803, opera nel campo dei dolciumi tipici della Calabria, esportando in tutto il mondo le bontà della nostra terra.

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