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Il Brasile di Caetano Veloso and family ha incontrato la Magna Graecia

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    Un ouverture tutta dedicata all’Italia è stata quella di Armonie d’arte festival nel parco Scolacium con l’omaggio al 150mo anniversario della morte di Gioachino Rossini interpretato da Elio per poi cedere il palco a tutta un’altra cultura, quella del Brasile della famiglia Veloso che va da Bahia a Rio.

    Un vero momento di poesia introdotto sul palco da Max Di Tommasi di Rai Radio 1da cui sono stati presentati al pubblico Chiara Giordano ideatrice di Armonie d’arte ed il promoter calabrese Ruggero Pegna che ha organizzato il passaggio musicale di Veloso come unica tappa del sud Italia a Scolacium prima di dirigersi al parco della Musica della capitale.

    Il capostipite Caetano ha fatto vivere un momento emotivo intenso al di là del gusto soggettivo nei confronti del suo repertorio musicale che rimane una testimonianza indiscussa di un periodo storico del Brasile dagli anni sessanta, ma vederlo con accanto i suoi tre figli, avuti da due mogli diverse cioè Moreno, Tom e Zeca, che hanno seguito come lui la strada della sua passione divenuta un mestiere e che si rendono ora non solo prosecutori della sua opera ma anche i diretti testimoni della loro appartenenza geografica intrisa di samba, bossa nova  di “saudade” che è quel particolare sentimento di nostalgia per qualcosa di bello che si è vissuto e che si vorrebbe vivere ancora e che è trapelato quando, per esempio, Veloso ha presentato il brano “Ofertorio” che da il nome al suo nuovo lavoro dedicato alla madre.

    In piedi, poi, abbandonando per qualche minuto la sua chitarra si è lasciato andare a passi di samba insieme al figlio Moreno.

    Caetano Veloso originario di Salvador de Bahia è stato uno dei fondatori del movimento Tropicalista insieme a Gilberto Gil, João Gilberto, Gal Costa, Chico Buarque, Tom Zè e alla sorella Maria Bethânia, un movimento nato alla fine degli anni Sessanta che, mescolando tradizione e avanguardia, si proponeva di cambiare la musica e la cultura del suo paese arricchendo la tradizionale bossa-nova, le cui coordinate erano state segnate nel decennio prima da Antonio Carlos Jobim e da Vinicius De Moraes, di rock, pop, beat e percussioni africane.

    Il Tropicalismo, per la sua spinta rivoluzionaria, fu osteggiato dalla dittatura militare che allora governava il Brasile, tanto che Veloso venne incarcerato nel 1968 insieme al collega Gilberto Gil per attività anti-governative.

    Dopo la dura esperienza del carcere, Veloso venne esiliato a Londra entrando in contatto con l’effervescenza artistica della Swingin’ London, allargando i suoi confini musicali al rock e al beat tanto in voga in Inghilterra.

    Alcuni dei suoi brani sono stati utilizzati per i film “Parla con lei” di Pedro Almodovar, “Frida” di Julie Taymor ed “Eros” di Michelangelo Antonioni.  

    Sabato 21 a Scolacium Pat Metheny ed il 25 John Scofield & John Medeski duo.

     

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