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Boto Cissocko ed i Cash’n black: da scoprire nell’agosto musicale calabrese

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    Galeotto fu non un libro ma lo strumento per Annalisa Critelli e Pasquale Santiago Musca che, uniti nella musica e nella vita si sono denominati “Cash ‘n’ black” . Dotati di pianoforte o tastiere lei e chitarre e percussioni lui fanno una “two men band” completa accompagnandosi alle proprie vocalità che si intrecciano con sapiente tecnica che lascia trasparire lo studio che c’è alla base. Un repertorio moderno, anche se si intendono di musica più impegnativa, che può andare, a seconda della serata e del contesto dai Queen a Sting da Lucio Battisti ai Negramaro.

    Hanno inaugurato il 27 luglio all’aperto nel lido “Il capitano” di Giovino nel quartiere Lido del capoluogo per continuare il 2 agosto al “Nozzularu” in località Ruggero di Sellia (Cz) insieme alla presentatrice Anna Aloi, il 7 ed il 18 a Curinga per tornare in agosto a Giovino in varie tappe fino a settembre.

     

    Boto Cissokho, senegalese della regione di Casamance a sud ha suonato la kora, strumento tradizion

    ale della cultura mandinka dell’Africa occidentale nell’azienda Blandini a Stalettì (Cz) e continuerà a farlo in 

    giro per la Calabria con tappe anche in Veneto ed altre regioni (i dettagli sul suo profilo). Un musicista che rimanda a suoni ancestrali e che di per sé discende da una famiglia “Griot” cioè musicisti e cantastorie che tramandano oralmente la storia delle proprie terre di appartenenza rimanendo depositari della cultura della comunità un po’ come i nostri menestrelli medievali. Un’occasione, perciò, quella di ascoltare Boto in una performance “live” che ha non solo qualcosa di artistico ma il germe rappresentativo di un popolo ed un elemento di scambio arricchente per la nostra cultura europea. In Italia dal 2013 Boto ha partecipato a vari progetti culturali, da ultimo “Cafè Touba”in parallelo con altri paesi come la Spagna, la Francia e la Germania.

     La kora è uno strumento artigianale costruito con materiali naturali cioè legno, una grande zucca e pelle di vacca le cui 22 corde sono ricavate da filo di pesca di diverso spessore.

     

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