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Fondazione Armonie d’Arte: percorsi d’arte contemporanea fino al 9 settembre

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    Gli occhi del cuore sono ancora pieni dei colori della versione de “La Traviata” di Chiara Giordano con la collaborazione di Vittorio Sgarbi in cui l’eleganza dei tre toni del rosso, bianco e nero si sono alternati in abbinamento ad una contemporanea forma d’arte cioè la scena disegnata in tempo reale dietro i protagonisti cioè l’Opera-lab, l’intuizione provocatoria ma di grande effetto delle scenografie generate live con l’opera in tempo reale di Smoe, giovane street artist che ha ricreato evocative ambientazioni parigine dei tre atti con il classico stile graffitaro, alternando pennellate a bombolette spray, dal salotto parigino, alla finestra sulla natura, alla stanza da letto di Violetta, giocando sull’alternanza dei colori ad effetto.

    Poi, i colori ben amalgamati e corrispondenti a “Le quattro stagioni” nelle le coreografie del Balletto del Sud che hanno reso ancor più fruibile ed adattabile ad ogni tempo le musiche intramontabili di Vivaldi con un’ esplosione di tonalità pastello e ricami a fiori nei costumi che hanno armonizzato (è il caso di dirlo) benissimo, per esempio, con la vivacità e la potenza sonora delle note de “La primavera” di Vivaldi.

     

    Ma già si è pensato ad altro.

     

    Infatti festival a parte La Fondazione ospita a Scolacium dal 27 Agosto al 9 Settembre 13 artisti provenienti da varie parti danno vita al progetto “In ruins”  nome che nasce  dall’idea delle artiste Maria Luigia Gioffrè, Elisa Costantini e della curatrice Azzurra Pitruzzella, già formatasi presso la Central Saint Martins di Londra.

    A Scolacium, la residenza d’artisti è composta da Renata De Bonis, Simona Brinkmann, Sarah Derat e Rachel McRae (Digital&Dead), Harley Price, Giovanna Petrocchi, Donald Chow, Sarah Roberts, Alice Guittard e Lidia Bianchi  per una riflessione sull’archeologia e il suo significato contemporaneo in relazione alla tecnologia digitale.

    “La residenza – spiega la curatrice – tramite workshop, tour e una mostra all’interno del sito, apre nuovi spazi di interazione tra rovine archeologiche e pratiche artistiche contemporanee. Gli artisti, durante le due settimane di residenza, avranno a disposizione tutti i luoghi del parco archeologico e degli spazi adibiti a studi dove saranno impegnati nella ricerca e produzione di opere d’arte digitale che poi saranno esibite all’interno del parco. I workshop, diretti da Juan Covelli, Neale Willis e Nicola Lorini, tre artisti con differenti approcci al digitale, stimoleranno la ricerca degli artisti in residenza sia dal punto di vista teorico che pratico, presentando loro tecniche di scannerizzazione 3d, collezione di dati e lavori collettivi. Dietro Inruins – continua Azzurra Pitruzzella – c’è l’idea che i siti archeologici potrebbero avere nuova vita. Materialità e Integrità sono sempre stati parte centrale del dibattito sull’archeologia e la sua fruibilità. In un mondo in cui il digitale ha reso frammentaria, fluida e non-gerarchica la comunicazione, in che modo le rovine archeologiche considerate “sacre” e “intoccabili” esistono e comunicano nel presente?”.

    Il 5 settembre Chiara Giordano sul palco del Politeama suonerà a chiusura della stagione del Festival accompagnata dalla Royal Philarmonic Orchestra e diretta da Joshua Weilerstein. In scaletta Beethoven, Mozart, Dvorak e chissà quale sorpresa…

     

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