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Arriverà a Catanzaro l’opera teatrale “Fortunata di Dio” scritta da Ruggero Pegna con il regista Andrea Ortis

La calabrese Annalisa Insardà fa rivivere Natuzza Evolo

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    di Danila Letizia

    Le date per Catanzaro e Reggio Calabria saranno comunicate a breve da Ruggero Pegna ma già, dopo la prima nazionale al Teatro Rendano di Cosenza, moltissimi attendono di assistere all’interpretazione puntuale dell’attrice calabrese Annalisa Insardà.

    E’ proprio lei a raccontarci, all’indomani del debutto con due date (23 e 24 maggio) al Teatro Rendano, che moltissime sono state le persone a precipitarsi dietro le quinte o a scriverle impressionate da questo calarsi perfetto con le modalità di parlare, muoversi e rapportarsi della mistica di Paravati.

    <Sono sempre più emozionata da tutto questo – ci ha detto Annalisa Insardà al telefono – io ho accettato questo lavoro quando mi ha chiamato Ruggero Pegna a gennaio 2025 ma già il giorno dopo ho compreso che si trattava di un’esperienza non di un lavoro. Sono stata raggiunta alla fine della serata del 23 maggio in teatro dalle nipoti, Fortunata Nicolace ed Ermelinda Evolo per le quali Natuzza è rispettivamente nonna e zia ed entrambe hanno esclamato “ci hai fatto lei, la nonna e la zia” ed anche persone che non hanno avuto occasione di incontrarla sono venute a salutarmi ringraziandomi di essere riusciti a vederla attraverso me”-.

    Aperto il sipario è l’immagine del mondo che appare che va stringendosi sempre più fino ad individuare la Calabria e, quindi, Paravati luogo natìo di Fortunata “Natuzza” Evolo, il 23 agosto 1924, di cui lo stesso regista Andrea Ortis, che ha firmato in precedenza la Divina Commedia e Van Gogh Cafè diventa, in scena, narratore della sua storia familiare e di crescita incastonata in una terra calabra angustiata dalla fame del dopo prima guerra mondiale un racconto che potrebbe, però, secondo molti del pubblico anche essere ridotto a favore di maggiore presenza della figura della mistica non certo per carenza recitativa di Ortis ma per desiderio di nutrirsi più possibile dei fatti straordinari di cui è stata eletta.

    In merito allo studio svolto per affrontare questo ruolo l’attrice nata a Bellantone, una frazione di Laureana di Borrello a venti minuti da Paravati ci ricorda: <Io non l’ho conosciuta se non tramite il racconto di mia madre che andò a trovarla con una foto di militari in cui c’era anche mio nonno e per i passaparola diffusi in Calabria da coloro che si sono recati da lei ma credo di poter dire che ho cercato di appoggiarmi addosso la sua essenza e lei è venuta verso di me. E’ dal primo giorno di prove che sento un’emozione molto forte e sul palco, come molti hanno visto, mi sono commossa, non ho schermato la mia fragilità, ho voluto affidarmi al mondo del non tangibile in cui credo, mi sono fatta attraversare dalla Natuzza che ha accolto un milione di persone e sento che questo lavoro mi ha portato nel mio intimo, all’origine del silenzio dove è possibile l’ascolto su cui si basa l’Amore autentico che è quello che Natuzza ha applicato nella sua esistenza e che l’Occidente dovrebbe recuperare per vivere meglio>.

    L’Opera, scritta da Andrea Ortis e Ruggero Pegna, rispettivamente anche regista e produttore, con le bellissime musiche originali composte da Francesco Perri, ha avuto il Patrocinio e la collaborazione della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime di Paravati fondata dalla mistica.

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