Le rubriche di Catanzaro Informa - Riceviamo e pubblichiamo

Io non ho nulla da nascondere se non qualche semplice marachella a mia moglie.

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    Un caldo invito a far parte di un comitato mi è venuto da un’amica impegnata nel sociale, nome di fantasia, Giusy.
    Per Giusy, maturare alcune informazioni, come per tutti costoro che ne fanno parte, prendere maggiore consapevolezza delle necessità del proprio quartiere con passione, per poi, strutturarsi e  poter svolgere una serie di attività, utili ai cittadini nell’ indicare quei servizi mirati ad una maggiore partecipazione e aggregazione sociale, consiste nella creazione di un comitato.
    Quel comitato sociale che va a tutto campo, senza  limiti di soluzione, dove si presenta la necessità di ovviare a discrasie  operative che intaccano il sistema del quieto vivere e le abitudini di noi semplici e onesti cittadini.
    Quell’impegno che viene profuso nel momento in cui si presenta un problema che, spesso e volentieri, diventa e resta un problema per poi diventare un ulteriore problema.
    Si, proprio quello senza soluzione che ti affligge nel momento in cui non ti senti considerato per cui continui a destreggiarti nei meandri della burocrazia farraginosa e avulsa ad ogni soluzione.
    Quella burocrazia dalle tre verità: una la dice, l’altra è possibile e l’ultima non ti farà smettere di sognare. 
    L’attualità di questi giorni fa assurgere agli onori della cronaca, quella nera, una seri di furti nelle abitazioni che tengono in suspense, più o meno, tutti.
    I furti al Corvo sono, ormai, una costante che perpetrata da tempo, pare diventata solo degna di  semplice considerazione tanto da farla assurgere alla dignità di consuetudine.
    Quella stessa considerazione che abbiamo sull’incuria per le strade, per le aiuole e per  chi più ne ha ne metta in questo calderone, quale individuo pervaso da menefreghismo intellettuale e, che rafforza in me la sensazione di essere semplicemente un cretino sapiente perché, semplicemente,  vedo e non faccio.
    Quasi, ordinaria attualità, tanto  da abituarmi a svolgere lo stesso ruolo di una palla di gomma.
    E’ difficile ed improbabile che qualcuno mi releghi in cantina sperando di escludermi dall’impatto percettivo per privarmi della elaborazione del mio pensiero, delle mie considerazioni. 
    Ormai, sembra un sistema che  si sta delineando all’orizzonte come cosa consolidata alla stregua delle tradizioni ed è, proprio questo il problema, che oltre al danno, anche la beffa di chi dovrebbe tutelarci, ed invece sembra condurci con flemma certosina alla rassegnazione.
    Ti senti come una palla di gomma quando scrivi e parli di poliziotto di quartiere, di video sorveglianza satellitare –visto chele  telecamere vengono demolite a fucilate- e, nessuno, ti ascolta perché i costi, la privacy, e tanto altro destabilizzerebbero   le abitudini di tant’ altra gente.
    Io non ho nulla da nascondere se non qualche semplice marachella a mia moglie.
     
    Giuseppe (Pino) Verbari
     

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