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Tempo di esami e di maturità: il coronavirus ha stravolto tutti i progetti e i sogni

La tristezza per chi dentro quelle mura di scuola a settembre non farà più ritorno

“Oggi è il tuo ultimo giorno di scuola. Dopo 5 anni passati in quel liceo, oggi, per te si conclude un capitolo di vita che ti ha fatto crescere, maturare e che ti ha portato ad essere la persona che sei ora. Certo, 5 anni sono tanti: sembrava solo ieri che eri ancora indecisa su quale scuola scegliere, ma purtroppo nessuno di noi può controllare l’irrefrenabile scorrere del tempo, così ti ritrovi all’ultimo giorno di scuola dell’ultimo anno senza a volte nemmeno rendertene conto. Eppure di passi avanti in questi anni ne hai fatti tanti ed io non posso far altro che ricordarti quanto sono orgogliosa di te e del tuo modo di affrontare i problemi e le situazioni che ti si piombano davanti. Nessuno si sarebbe mai aspettato che l’ultimo giorno di liceo l’avreste vissuto così: da mesi ormai stiamo convivendo con un brutto male di nome ‘coronavirus’ che ha stravolto e modificato le abitudini di tutti, e voi studenti naturalmente ne siete stati inclusi. A voi infatti è stato chiesto un ulteriore sforzo, quello cioè di adattarvi e di accettare una scuola alternativa per non fermare l’apprendimento durante il periodo di lockdown: così fin da subito vi siete catapultati nel mondo della ‘didattica a distanza’, riuscendo a portare anche ottimi risultati. Ed è qui che, essendo obbligati a rimanere a casa, ho potuto vivere con te ogni singola emozione e preoccupazione nel saper gestire qualcosa di estremamente nuovo e diverso per te, come per tutti noi: ti ho visto andare in ansia perché la connessione internet a volte non funzionava, arrabbiarti perché altre volte la webcam nelle video-lezioni non andava bene, piangere per le interrogazioni da fare, scattare fotografie ai compiti svolti per farli correggere ai professori o addirittura ripetere in continuazione di abbassare la voce perché sennò non sentivi quello che i professori dicevano in videochiamata.

Seppur tutto questo lo hanno dovuto vivere un po’ tutti gli studenti, so benissimo che tu (come tutti i tuoi coetanei) l’hai vissuto con ancora più tristezza, dovuta alla consapevolezza che dentro quelle mura di scuola a settembre non ci avresti fatto più ritorno, perché ti aspetta l’università, il lavoro, o comunque un ambiente diverso rispetto a quello, e che quindi gli ultimi mesi di scuola li avresti dovuti vivere così, in maniera abbastanza ‘restrittiva’ e ancor di più inaspettata. L’altro giorno, tra una chiacchiera e l’altra, mi hai detto: ‘Se avessi saputo che quel giorno di marzo sarebbe stato il mio ultimo giorno di scuola, lo avrei vissuto più intensamente, cercando di non distrarmi ma di assaporare ogni minuto di quella mattina!’. Sentendo queste parole avrei voluto dire qualcosa per consolarti ma sono rimasta impietrita e anche io dispiaciuta, tanto che in quel momento non sono riuscita ad aprir bocca. Al di là di questo ultimo periodo però, so per certo che di questa ‘avventura’ ricorderai moltissime cose. Non dimenticherai mai i tuoi compagni di classe, le mura della tua scuola, il tuo banco con numerosi disegni e scritte sopra, le finestre bagnate dalla pioggia nei giorni d’inverno, il perenne ritardo della prima ora, i compiti in classe (ancora di più quelli a sorpresa!!!), l’ora di buco passata a scherzare e a giocare, il momento in cui chiedevi di andare in bagno che poi in realtà non era altro che una scusa per fare una passeggiata, il salvataggio dall’interrogazione o tutti quei mal di pancia che ti venivano al pensiero di non essere abbastanza pronta alle prove che ti attendevano e a tutte quelle volte dove invece sei stata soddisfatta dei tuoi risultati.

E poi ancora le assemblee di istituto, le litigate per l’ultimo banco, quei professori antipatici che proprio non sopportavi e quelli invece che porterai sempre nel cuore, la ricreazione, i tempi persi durante i cambi d’ora e quelli invece spesi davanti alle macchinette del caffè o quelle partite di pallavolo organizzate in palestra con i tuoi compagni. La rabbia, le gioie, l’impegno, i pianti, i litigi, le risate, il semplice sorriso della tua bidella, i problemi dei tuoi amici e i consigli dati, tutti questi ricordi fanno parte di te e sono certa che di ognuno di essi ne ricorderai tutte le sue sfumature. Sii gelosa di tutti questi ricordi e custodiscili per sempre nel tuo cuore. E anche se oggi purtroppo non potrai sentire il suono della campanella dell’ultima ora che segna l’uscita di scuola, o anche se non potrai cantare tra qualche giorno ‘Notte prima degli esami’ a squarciagola con i tuoi amici, sappi che per te è tempo di raccogliere le tue ultime forze e di prepararti per il tanto atteso e temuto Esame di maturità. Quest’anno è il tuo turno ed io sarò al tuo fianco. Dopo tanti sacrifici, ora fai un bel respiro e vai a raccogliere i frutti del tuo lavoro. Forza tutta”.
Ti voglio bene Ile
Valentina Ciambrone