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Campo: ‘Il vero nodo sta nel contrappeso’

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    Processare un ministro… arrestare un Presidente di un Consiglio regionale…o già semplicemente mettere sotto scacco giudiziario un importante politico… sono tutte operazioni più che opportune se davvero motivate da pregnanti elementi di colpevolezza. Ma in Italia accade invece sempre piu’ frequentemente che le accuse a danno di molti politici si rivelino poi totalmente prive di fondamento. Emblematico l’ultimo caso… quello del comunista Bassolino… giunto al fondo del diciannovesimo processo…un record…e riconosciuto finalmente (per lui) totalmente innocente.
    Ebbene Bassolino è forse l’unico caso di un politico di sinistra così pesantemente quanto sterilmente attaccato dalla Magistratura italiana. Sappiamo infatti per esperienza che solitamente le vittime politiche siano sempre accuratamente scelte nel campo del centrodestra…trasformando così lo strumento giudiziario in un’arma prevalentemente politica. Ed il caso Palamara del quale i giornalari di regime non parlano quasi piu’… è emblematico sulla drammaticità della questione.
    Ed allora delle due l’una… o si rimette in piedi l’immunità parlamentare per i politici… o la si toglie (e totalmente) anche ai magistrati… che oggigiorno vivono come sulla luna non rispondendo ad alcuno del proprio operato… facendo dunque quel che piu’ loro aggrada…  incluso il prestarsi a fare da arma per una fazione politica rispetto ad un’altra.
    Ed infatti e non per nulla i padri costituenti italiani avevano previsto ed inserito in Costituzione l’immunità parlamentare…cioè quel contrappeso assolutamente necessario a bilanciare i due principali poteri dello Stato.
    Politici e Magistrati siano dunque equiparati in fatto di scudo istituzionale… o entrambi protetti… o entrambi costretti a rispondere delle proprie azioni.
    Ipse dixit
    Nino Campo

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