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Le rubriche di Catanzaro Informa - Riceviamo e pubblichiamo

“Auguri Catanzaro, un buon 2022”

"Auguri Catanzaro, il nuovo anno ti porti un’Amministrazione degna di te", Marcello Lavecchia augura un buon nuovo anno alla città

Un anno sta finendo, un altro sta iniziando, tanti auguri alla nostra bella città!
Auguri Catanzaro, il nuovo anno ti porti un’Amministrazione degna di te. Quella attuale la ricorderemo per le inchieste giudiziarie, per i Consigli andati deserti, per le liti e i cambi di casacca. Il Sindaco non ricordo chi sia, è tanto tempo che è sparito dalla scena.

Auguri Catanzaro, unico capoluogo di Regione a non avere una Chiesa Cattedrale; unico capoluogo di Regione a non avere una stazione ferroviaria, quella sperduta nella brughiera, che porta il tuo nome, non l’ho mai visitata, e come me credo la maggior parte dei catanzaresi.

Auguri Catanzaro, città dell’abbandono. E non parlo del compianto Saverio Rotundo, detto “u ciaciu”, ma dell’abbandono che regna nella nostra città. Basta farsi un giro per le nostre strade: il parcheggio del Politeama, l’ex macello, l’Ospedale Vecchio, la Villa Margherita, le tante scuole chiuse, le periferie, ecc…ecc… E’ facile costruire, difficile è mantenere in vita, richiede capacità e professionalità.

Auguri Catanzaro, dove la raccolta differenziata ha creato cittadini di serie A, quelli che abitano in condomini con spazi aperti e con ingressi defilati, dove i bidoni sono sempre disponibili, e quelli che affacciano su strade frequentate, i cui bidoni sono stati sequestrati per il cattivi uso e gli abusi, e dove ogni sera cumuli di buste lordano ingressi e marciapiedi. E’ giusto, ma anche facile, punire e multare, più difficile è risolvere i problemi dei cittadini.

Auguri Catanzaro, città dello sport! Ma di quale sport? I palasport e le palestre scolastiche sono inagibili, la piscina di Pontepiccolo forse, mi dicono, è stata appena riaperta, la pratica sportiva è affidata a qualche società volenterosa, che ogni giorno lotta con la carenza di mezzi. L’unico sport che solleva interesse è “il pallone”, e la squadra di calcio che ci rappresenta è la degna immagine della città.

Auguri Catanzaro, città stuprata e violentata. A guardare le foto degli anni cinquanta/sessanta viene da piangere: quanti palazzi d’epoca distrutti per lasciare posto a degli obbrobbi. Tante città hanno fatto dei loro centri storici il luogo del ricordo e dell’agorà, dei piccoli negozi e delle botteghe, luoghi di ritrovo dove recuperare l’anima del territorio, che portano turismo e ricchezza. Povera Catanzaro, vittima di speculazioni e malaffare.

Auguri Catanzaro, “la meglio gioventù” è emigrata per altri lidi. Da noi non c’è lavoro, o meglio c’è per chi ha il posto assicurato o chi si accontenta di campare alla meno peggio. E poi ci vantiamo quando in tivù danno lustro ai tanti professionisti calabresi che hanno fatto fortuna in giro per il mondo. Ci dovremmo vergognare per averli costretti ad emigrare.

Auguri Catanzaro, auguri Catanzaro…tante altre cose ci sarebbero dire, ma poi non è che tutto va male, è che – come dice il detto – fa più rumore un albero che cade che mille che crescono. C’è tanta brava gente, c’è chi si impegna pure per fare qualcosa di buono, purtroppo non si vede o viene triturata da chi, nel sottobosco, ordisce le sue trame. E allora un buon 2022, che segni qualche cambiamento, che giri il vento e porti aria nuova, per non trovarci, nel prossimo dicembre, a farci sempre la stessa serenata“.
Marcello Lavecchia