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Le rubriche di Catanzaro Informa - Riceviamo e pubblichiamo

Il misterioso popolo del ballottaggio

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    Ogni creatura umana è composta in modo da esser per tutte le altre un profondo segreto e un profondo mistero
    Ciò che colpiva Charles Dickens oltre 160 anni fa continuerebbe a meravigliarlo, se fosse ancora vivo e, invece di passeggiare di notte tra Londra e Parigi, come fa nel romanzo Racconto di due città da cui è tratta la frase, camminasse lungo le strade della Catanzaro elettorale.

    Il mistero resta, ed è parte della natura umana. Resta e rimane insondabile, mentre molto più chiaro e comprensibile appare l’orizzonte elettorale di molti aventi diritto di voto: lo si deduce dai tanti commenti social in calce agli ultimi comunicati del sindaco uscente Sergio Abramo, che lascia dopo vent’anni senza una vera eredità personale e politica. L’orizzonte è quello del marciapiede sotto casa, sul quale la figlia di qualcuno deve uscire da sposa e sfigurerebbe se non si pulissero le erbacce.

    È quello di una buca ben precisa, quella che un’auto in particolare prende sempre andando o tornando a casa. È quello del vicino locale che resta aperto fino a tardi. È finanche quello del certificato rilasciato nei tempi previsti (perché i diritti non sono tali se li devi chiedere, e se tutti li chiedono diventano favori che bisogna poi ripagare, magari dando il proprio voto) A questi elettori non importa se il porto troverà uno sbocco e uno sviluppo men che meno li preoccupa la sorte del depuratore, per non parlare dell’edilizia scolastica o della mancanza d’acqua: l’abitudine a vivere in condizioni che in qualsiasi altro capoluogo di regione sarebbero scandalose porta a sopportare.

    A patto che la figlia scenda le scale di casa per compiere i suoi primi passi da sposa su un marciapiede pulito; o che una volta per tutte quella buca venga riempita; o che il pub chiuda quando il sonno lo coglie. E nel caso, che un certificato o una carta di identità vengano rilasciati come da legge.

    Il misterioso popolo del ballottaggio, quello nel cui petto batte un cuore segreto e misterioso, è costituito anche da persone del genere. Che non commettono reato, sia chiaro: nessuno può denunciarti se non pulisci casa per un anno, non ti lavi, mangi male e non studi. Al massimo generi pena ma in un contesto in cui tutto è precario, nulla è garantito e nessuno si spende per garantirlo, facciamo tutti pena e si sa: mal comune…
    il misterioso popolo del ballottaggio, con tutta probabilità deciderà il prossimo sindaco votando come al primo turno, cambiando idea o addirittura non andando a votare perché se chi gli deve pulire il marciapiede è già scuro di sedere in consiglio, a che serve? Faccio questa considerazione senza individuare una parte politica perché l’altra ineffabile caratteristica del popolo del ballottaggio è la trasversalità.

    L’orizzonte è sì ristretto ma anche rettilineo ed ampio. Vero è, e in questo prendo posto con orgoglio in una precisa sezione della compagine elettorale, che qualcuno ha fatto promesse sulla base di studi e attività di anni mentre altri si sono limitati a proclami che rasentano il rebus a intarsio della Settimana Enigmistica.

    Ho letto con interesse l’analisi di un assessore uscente (e spero vivamente non rientrante) sui dati elettorali. Egli ha molto più di me esperienza e capacità analitiche e non mi azzardo a un contraddittorio che perderei clamorosamente. Faccio solo notare che il suo candidato ha ottenuto meno preferenze delle liste che lo appoggiavano, mentre l’altro ha ottenuto (seppur nell’inoppugnabile differenza matematica) il risultato opposto.

    Ho letto anche che questo candidato che osa sfidare la corazzata al potere non è entrato nel cuore dei cittadini: se invece di intervenire urlando in piazza Anita Garibaldi lo avesse seguito lungo le strade di Catanzaro, avrebbe visto migliaia di cuori andargli incontro (anche con legittime rimostranze) per affidarglisi. Non lo ha fatto, perché passa in comune dodici ore al giorno, dalle sette di mattina alle sette di sera (parole sue).

    Il misterioso popolo del ballottaggio ha un cuore segreto e misterioso: la mia speranza e quella di molti cittadini preoccupati per le sorti della città è che questo cuore abbia un’extrasistole di dignità e si interroghi seriamente su chi ha gli strumenti per dare a Catanzaro l’indirizzo della svolta.

    Alessandro Testa-Cardiochirurgo Catanzaro

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