Sanità a Catanzaro, lettera aperta sul Pronto soccorso: “È al collasso”
L’ex assessore Bruno Spaccaferro racconta l’odissea vissuta dalla moglie al pronto soccorso e chiede un intervento delle istituzioni
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“Desidero affidare agli organi di stampa questa mia lettera aperta, non solo come cittadino ferito negli affetti più cari, ma come uomo che ha avuto l’onore di servire questa città. Negli anni ’80 sono stato assessore del Comune capoluogo e, tra i vari incarichi, ho presieduto la Fondazione Betania nei suoi anni più radiosi, spendendomi in prima persona per dare assistenza e dignità agli anziani e ai bisognosi. Conosco il valore del servizio pubblico e, proprio per questo, oggi non posso tacere di fronte alla vergogna in cui è sprofondata la sanità a Catanzaro.
Siamo costretti ad assistere, quasi quotidianamente, a festosi tagli di nastri e inaugurazioni in pompa magna, cerimonie a cui viene puntualmente invitato Sua Eccellenza il Prefetto. Ma mi chiedo, e chiedo pubblicamente: perché il Direttore Generale non invita mai il Prefetto a fare una visita, magari a sorpresa e senza preavviso, all’interno del Pronto Soccorso di Catanzaro?
La risposta è tragicamente semplice: perché lì dentro si consuma ogni giorno il dramma del collasso assistenziale.
Ieri pomeriggio ho vissuto questa odissea sulla pelle della mia famiglia. Mia moglie ha avvertito un grave malore. Dopo diversi e inutili tentativi di attendere l’arrivo di un’ambulanza, mia figlia è stata costretta a caricarla in auto e a trasportarla d’urgenza in ospedale, dove sono passate per l’accettazione alle ore 15.
Mentre vi scrivevo erano ormai le 23.58: mia moglie era ancora lì dentro, dopo quasi 7 ore di estenuante e disperata attesa in corsia. Nel frattempo, ho appreso un dettaglio agghiacciante che qualifica lo stato di abbandono della struttura: in quel turno, a gestire l’intero flusso delle emergenze dell’ospedale capoluogo, vi sarebbero stati in servizio soltanto due medici.
Tutto questo è inaccettabile. È una vergogna che offende la dignità umana e calpesta il diritto alla salute garantito dalla nostra Costituzione.
Ci tengo, tuttavia, a fare una doverosa distinzione e a rivolgere un profondo ringraziamento al personale della sicurezza in servizio nel pomeriggio e nella serata del 21 maggio. Il loro supporto e il conforto umano dato a tutti i pazienti e ai familiari in attesa sono stati preziosi. Allo stesso modo, ringrazio i professionisti sanitari che hanno accolto mia moglie con estrema dedizione e che si sono interfacciati con i colleghi per seguire il suo caso, operando in condizioni chiaramente proibitive.
Il problema non sono i lavoratori, ma la gestione. Chiamo alla responsabilità diretta il Direttore Generale, che ha il dovere di garantire organici minimi e servizi dignitosi, e chiedo un intervento immediato e rigoroso da parte di S.E. il Prefetto. Le massime autorità del territorio devono entrare nei corridoi del Pronto Soccorso, vedere con i propri occhi il calvario dei malati e le condizioni disumane in cui è costretto a lavorare il pochissimo personale medico rimasto, e agire di conseguenza.
Catanzaro non merita questo declino. I cittadini hanno il diritto di essere curati, non di essere abbandonati“.
Comm. Bruno Spaccaferro





