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La gestione inefficiente della macchina amministrativa comunale a danno delle tasche dei cittadini

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A luglio 2026 ho ricevuto una raccomandata A/R inviata per conto del Comune di Catanzaro contenente i bollettini ordinari per il pagamento del canone idrico. Analizzando la missiva e i dettagli dell’invio, emergono tre anomalie macroscopiche che meritano di essere portate all’attenzione pubblica:

1. *Il corto circuito dei tempi e il pagamento già effettuato:* I dati per l’emissione dei bollettini risultano elaborati a fine maggio 2026. Peccato che il sottoscritto, avendo recuperato i dati di pagamento dal portale Pago PA della Regione Calabria, avesse provveduto a saldare l’esatto importo dovuto nel corso del mese di giugno. Ricevere a luglio i bollettini di qualcosa già pagato a giugno è il primo paradosso.

2. *La violazione dell’obbligo INAD (Domicilio Digitale):* Sono un cittadino regolarmente iscritto al portale INAD (Indice Nazionale dei Domicili Digitali) con una PEC registrata. Per legge (art. 3-bis del Codice dell’Amministrazione Digitale), le Pubbliche Amministrazioni hanno l’obbligo tassativo di verificare l’esistenza di un domicilio digitale e di spedire le comunicazioni istituzionali e le bollette via PEC, azzerando i costi di spedizione e lo spreco di carta. Perché il Comune non ha consultato l’INAD prima di inviare ?

3. *Il danno economico (e il beffardo costo della raccomandata):* Per stampare e spedire questa montagna di carta, il Comune si è affidato a una società privata della Toscana. Un servizio esterno che rappresenta un costo per le casse comunali e, di riflesso, per la collettività. Come se non bastasse, l’importo dei miei bollettini è stato maggiorato di 7,83 euro proprio per coprire le spese di spedizione di una raccomandata che, se si fossero usati gli strumenti digitali, non sarebbe mai dovuta partire.

Ci troviamo davanti a una situazione assurda: da un lato si parla costantemente di transizione ecologica, digitalizzazione e trasparenza; dall’altro si ignorano le piattaforme nazionali obbligatorie, si recapitano bollettini cartacei per somme già versate e si costringono i cittadini a pagare un “sovrapprezzo” di quasi 8 euro per la spedizione di una normale bolletta, foraggiando ditte esterne alla regione.
Spero che il Comune di Catanzaro voglia fare chiarezza su questa gestione dei ruoli idrici e spiegare per quale motivo l’invio dei normali bollettini debba costare così tanto ai cittadini, ignorando le corsie digitali preferenziali previste dalla legge.
Ringraziando per lo spazio che vorrete concedere a questa segnalazione, porgo cordiali saluti.
Domenico Nania

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