Le rubriche di Catanzaro Informa - Riflessioni allo specchio

Chiamiamolo Natale

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    C’è così tanta retorica attorno alle feste comandate che non starò qui a dirvi “il Natale non è più quello di una volta”.

    Vi dirò invece che  proprio nell’era 2.0 in cui tutto corre veloce, uomini e connessione, la Festa per eccellenza  rimane l’unica salvezza.

    E non è vero che la mia generazione o quelle successive sono veniali. 

    Sono abituate al possesso, questo si, ma non costituiscono un  emblema del disvalore. Se così fosse Facebook non traboccherebbe di post inneggianti  a un Natale autentico, i quali  rappresentano ormai una carta d’identità indiscutibile, che siano reali o di facciata. 

    Sono giunta a credere che non esistano ricorrenze meno vissute in certi segmenti temporali.

    Esistono solo persone con l’ottusa convinzione che quello stampo genetico di chi sapeva attribuire il giusto valore al Natale sia andato perduto assieme agli antenati.

    Innegabile è che la magia del Natale d’ infanzia  si trasforma in qualcos’ altro forse un po’ troppo presto senza però sparire.

    Ed è questa l’idea che dovremmo interiorizzare: un Natale vissuto a più livelli,sulla scia di sensibilità ed esperienze diverse che nulla ha da invidiare a quello altrui.

    Una questione di valore,appunto.

    Valore come modello valutativo che incarna quindi ciò che è ritenuto desiderabile.

    Un desiderio che abbia la forma di una letterina scritta con grafia incerta,di una preghiera o di un pensiero più intenso degli altri e profumi di speranza.

    E il desiderio non ha scadenza, non conosce gap generazionali anzi unisce nonni e nipoti, genitori e figli, mariti e mogli. 

    Sarà così sempre e potremmo sforzarci  di teorizzare che il Natale non esista più ma un periodo dell’anno in cui miliardi di persone nello stesso momento a quasi tutte le latitudini sperano nel futuro, allora  che cos’è?

    Che siate credenti o meno chiamatelo Natale questo bisogno di rinascere e sperare.

    Sperare che il nuovo anno abbia in serbo un po’ di forza. Forza di continuare a credere in qualsiasi cosa sia importante per noi. Credere e sperare.

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