Le rubriche di Catanzaro Informa - Riflessioni allo specchio

Abituarsi significa arrendersi

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    Spesso sono attanagliata dalla sensazione di vivere immersa, insieme a tutti quelli che mi circondano, in una sorta di torpore.  

    Come se tutto ciò che accade facesse parte di un corso naturale ed immutabile.

    Poi basta un evento cruento, oltre il limite della sopportazione umana e le coscienze si smuovono. 

     Per un giorno, un mese, un’ora.

    Io stessa che mi limito a scriverne, senza riuscire a dare un contributo concreto mi sento un puntino, un inutile granello di polvere, in tutto questo macchinoso ingranaggio. 

    Complesso ma semplice.

    Semplice se si ragiona in termini di capitale umano, se si considera la sofferenza, se ci si pone di fronte alle situazioni come se appartenessero ad ognuno di noi.

    Forse la mia utopica visione non ha fatto i conti con la granitica convinzione che “tutto accade sempre per una ragione” o peggio “sempre agli altri “.

    Probabilmente mi manca il disincanto necessario per accorgermi che non esiste la volontà effettiva di cambiarlo questo mondo, altrimenti saremmo già qualche passo avanti.

    Perché se davvero ci fosse l’intento puro di rivoluzione, si potrebbe cominciare con il cambiare prospettiva.

    Capire che la grande città non è poi così diversa dalla periferia.

    Che un barcone è uguale a un treno carico di disperazione.

    Che un diritto è tale ad ogni latitudine.

    Si, forse sogno.

    Forse aspiro ad un’empatia che mai ci apparterrà.

    Forse posso solo scriverne e provare a immaginarla.

    Allora lo farò, fin quando avrò la voglia di crederci.

    Non mi arrenderò all’abitudine di saperci al mondo, senza sentirsene davvero parte.

    Scriverò della realtà per come io la percepisco, per non lasciarmi inghiottire dall’indifferenza dilagante, scopo per il quale in fin dei conti, questo spazio è nato.

    La mia speranza è che ciascuno, ognuno a proprio modo, possa riscoprire la voglia di interrogarsi, mettere in discussione convinzioni, tentando di reinventare la propria visione delle cose.

     Impegnarsi quanto basta per plasmare la propria realtà senza farsi inglobare dalle sue dinamiche, sarebbe la via più percorribile. Non semplice ma possibile. 

     Il mio auspicio è che il piccolo giardino che ognuno di noi cura, possa aprirsi a nuove colture ed ingrandirsi senza il timore di disperdere il proprio valore.

    Piccoli passi ma fatti ogni giorno ad occhi aperti, con una mente consapevole ed un animo ben disposto al cambiamento.

    Alla libertà autentica.
     

    Roberta Cricelli

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