Le rubriche di Catanzaro Informa - Salute & igiene orale

Attenzione al tartaro: il nemico n. 1 della bocca!

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    Il tartaro è una sostanza dura costituita da placca batterica, che ha subito un processo di mineralizzazione.

    Se la placca batterica non viene rimossa efficacemente, è possibile che nell’arco di 4/ 8 ore, possa calcificarsi dando vita al primo strato di tartaro, sul quale si depositerà successivamente altra nuova sostanza, mineralizzandosi completamente (divenendo tartaro vero e proprio) in 12 giorni circa.

    La quantità ed i tempi di formazione del tartaro variano in base a molte variabili (il Ph salivare e la qualità del fluido salivare); per questo motivo esistono individui non predisposti alla formazione di tartaro ed altri soggetti che presentano formazione di tartaro:

    1. minima
    2. moderata
    3. abbondante

    Il tartaro per la sua natura porosa, rappresenta il substrato ideale per la proliferazione della flora batterica patogena;

    Il tartaro sopragengivale, cioè quello visibile ad occhio nudo situato sopra il margine gengivale, è di colore bianco o giallo (il colore varia in base a fattori esterni derivanti da alimentazione, fumo, etc.) e tende a “sgretolarsi” facilmente. Si forma più facilmente ed in maggiore quantità:

    • dietro (superficie linguale) gli incisivi centrali inferiori
    • sulle superficie esterna (superficie vestibolare) dei molari superiori

    Tale accumulo è dovuto alla presenza degli sbocchi delle principali ghiandole salivari, rispettivamente:

    • dotto di Wharton (ghiandola Sottomandibolare), in corrispondenza della superficie linguale degli incisivi centrali inferiori
    • dotto di Stenone (ghiandola Parotide), in corrispondenza della superficie vestibolare dei secondi molari superiori

    Il tartaro sottogengivale, è situato sotto il margine della gengiva, perciò poco visibile; in genere è saldamente legato alla superficie dentale ed è di colore marrone intenso tendente al nero, detto anche “tartaro ematico”.

    In generale la presenza del tartaro, nelle zone vicino agli elementi dentari, provoca infiammazione dei tessuti molli (gengive) che circondano il dente, con probabile presenza di sanguinamento.

    Se lasciato indisturbato, il tartaro, continua a formarsi procedendo in direzione sottogengivale. Tale condizione predispone al cronicizzarsi dell’infiammazione gengivale, che insieme ad altri fattori può provocare la parodontite (impropriamente chiamata “piorrea”).

    Per la rimozione del tartaro è necessario l’intervento di uno specialista del cavo orale; l’igienista dentale o l’odontoiatra, sono i professionisti che si occupano della rimozione del tartaro attraverso procedura professionale denominata: igiene orale professionale.

     

    Dott.ssa Stefania Barbieri
    Igienista dentale
    “Salute & Igiene Orale”
     

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