L’importanza della continuità assistenziale pediatrica

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    La notizia della (probabile) imminente apertura nella nostra città di un Pronto Soccorso pediatrico, all’interno dell’Ospedale Pugliese Ciaccio, non può che essere accolta positivamente se si considera che le novità introdotte nell’ordinamento costituzionale e nella contrattazione collettiva mirano ad una più funzionale strutturazione del sistema sanitario proprio in relazione al settore pediatrico. In base alla Convenzione Internazionale sui diritti dell’Infanzia, lo Stato riconosce l’infanzia come bene sociale da salvaguardare e sul quale investire e riconferma che la tutela sanitaria dell’infanzia e dell’adolescenza è un diritto fondamentale ed uno degli obiettivi specifici proposti dall’OMS. In questa prospettiva, al fine di garantire un’operatività sanitaria ispirata ai principi di efficacia, qualità sicurezza delle cure, efficienza, centralità del paziente pediatrico, umanizzazione delle cure e rispetto della dignità della persona, sarebbe importante che l’ASP, come più volte richiesto, conformemente all’Accordo Collettivo Nazionale e all’Accordo Regionale per la Pediatria di famiglia, attivasse, il percorso della “Continuità assistenziale pediatrica” intesa quale “complesso di interventi che, senza mai andare incontro ad interruzioni di flussi e quindi di omissioni o, viceversa a ridondanze di cure, fornisce un supporto assistenziale articolato in più servizi e figure, in risposta ai bisogni di salute dei bambini”. La continuità assistenziale pediatrica richiede, in ambito territoriale, una più stretta collaborazione tra pediatra di libera scelta e pediatria ospedaliera realizzando così un’integrazione con tutti i professionisti dell’area pediatrica ed un approccio multidisciplinare ai bisogni espressi dai bambini. Uno dei motivi, infatti, che viene spesso riferito dall’utenza per giustificare il ricorso improprio alle strutture di Pronto Soccorso è rappresentato dalla difficoltà di trovare una tempestiva risposta da parte del proprio pediatra per alcune prestazioni giudicate non differibili, in giorni e fasce orarie non coperte dalla normale attività ambulatoriale. E’, inoltre, ampiamente dimostrato dalla letteratura, ed assai evidente nella pratica quotidiana, che le richieste di prestazioni sanitarie in età pediatrica, considerate dalle famiglie come urgenti, in realtà non risultano tali all’esito di un’oggettiva valutazione di triage, mentre molte delle patologie riscontrate potrebbero essere risolte mediante un’osservazione breve intensiva, con un reale vantaggio per il bambino e la famiglia ed una significativa riduzione della spesa sanitaria. In circa dieci anni gli accessi al pronto soccorso di adulti e bambini sono raddoppiati ed aumentano significativamente nei giorni prefestivi e festivi. Gli obiettivi della continuità assistenziale mirano non solo a migliorare l’assistenza pediatrica primaria, ponendo la gestione dell’urgenza vera o soggettiva nel quadro globale dell’assistenza territoriale del bambino, ma anche ad ampliare il filtro per l’accesso al Pronto Soccorso, a garantire un’importante riduzione dei ricoveri impropri, a ridurre le liste di attesa in varie branche della specialistica ambulatoriale, ad avvicinarsi a realizzare nel territorio la continuità assistenziale 24 ore su 24, a soddisfare esigenze familiari sempre più dinamiche ed articolate, a formalizzare rapporti di collaborazione con le strutture sociali presenti sul territorio. Poiché la continuità assistenziale dovrà essere strutturata in relazione alla diversa tipologia di territorio interessato ed alle risorse disponibili, sarebbe preferibile disporre degli stessi ambulatori dei pediatri convenzionati, sia per una capillare diffusione sul territorio, sia per facilitare la comprensione del servizio da parte delle famiglie, abituate alle funzione del normale ambulatorio del pediatra di famiglia. L’approccio all’ambulatorio di turno potrebbe avvenire direttamente da parte dell’utenza o mediato da un numero verde pediatrico che funzionerebbe da triage telefonico, utile a smistare le richieste al 118 o al Pronto Soccorso o all’ambulatorio territoriale. Il numero degli studi aperti potrebbe variare a seconda della situazione epidemiologica prevista e della popolazione interessata ed il reclutamento degli specialisti non potrebbe che avvenire su base volontaria. E’ solo attraverso la sinergia dei pediatri extra ospedalieri, ospedalieri ed universitari che si avvierà un processo di innovazione in grado di rispondere in modo più adeguato alle esigenze dei cittadini, a rivalutare il ruolo degli operatori ed a consolidare in modo significativo il ruolo del Servizio Sanitario nel nostro Paese.

    Avv. Stefania Valente
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