Il grido d’allarme dei parenti dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie territoriali (CON VIDEO)

Si sono costituiti in comitato spontaneo e vogliono sensibilizzare l’opinione pubblica su una 'crisi annunciata'

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    Chiedono un intervento immediato al commissario alla sanità affinché il diritto alla salute costituzionalmente garantito venga rispettato e non si metta in pericolo la continuità assistenziale. Sono i parenti dei pazienti ricoverati nelle strutture della sanità territoriale (RSA, Case Protette) che si sono costituiti in comitato spontaneo e, attraverso la voce del rappresentate Alfredo Serrao (foto), hanno voluto sensibilizzare l’opinione pubblica su quella che è stata definita come “una crisi già annunciata in sede di stesura, da parte degli organi deputati, dei budget di spesa per l’anno 2016, che, come accertato dalle Asp competenti già dal mese di maggio scorso, hanno portato le strutture sul territorio ad trovarsi in stato di deficit per i mesi di novembre e dicembre 2016”. Il comitato dei parenti chiede ora a gran voce che sia garantita la copertura immediata del fabbisogno arretrato, ma anche che venga prevista una revisione dei tetti di spesa futuri, per garantire tranquillità ed assistenza assicurata ai pazienti ricoverati. “La prescrizione – afferma Serrao – prevista dalla struttura commissariale con il DCA 26/2016, che fissa i tetti di spesa per le strutture territoriale per il 2016, potrebbe non essere stata rispettata, in quanto lo stesso decreto ha imposto alle Asp territoriali di evidenziare eventuali criticità circa la capienza dei budget entro il 30 giugno scorso. A questo punto appare utile chiedere a chi di competenza se le Asp hanno segnalato alla struttura commissariale le criticità, poi esplose a novembre e dicembre, mandando tutte le strutture in extrabudget. E se così è stato, quali Asp hanno segnalato le criticità, visto che puntualmente ogni mese già da maggio segnalavano alle singole strutture accreditate il blocco dei ricoveri per superamento del budget programmato? E ancora, se le Asp hanno provveduto, ciò non appare visto il sollecito inviato dal Dirigente Generale del Dipartimento Tutela della Salute. Appare a questo punto evidente che qualcuno non ha ottemperato alle prescrizioni indicate e tale omissione potrebbe pregiudicare la continuità sanitaria dei pazienti affidati alle strutture territoriali, stante la cronica incapacità delle strutture pubbliche ospedaliere a farsi carico delle patologie evidenziate, non avendo al momento reparti e personale atti per sopperire al bisogno”. Lo stesso Serrao tiene ad evidenziare, inoltre, la “latitanza della componente politica regionale, impegnata da sempre in una guerra all’arma bianca contro la struttura commissariale ed in cui mai nessun consigliere regionale ha avuto il coraggio e la responsabilità di spendere una parola, a difesa oppure a tutela, di quello che vogliamo definire un “mondo parallelo” come quello di chi soffre di patologie neurodegenerative. Chiediamo, dunque, una risposta chiara soprattutto al commissario Scura, in mancanza della quale l’unica alternativa, a difesa della malattia e della dignità umana e di cittadini dei pazienti, resta solo e soltanto la Procura della Repubblica”.

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