Bausone: centro per la Pma a Catanzaro passo avanti per i diritti

Il plauso dell'esponente Pd Alessia Bausone 

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La fecondazione medicalmente assistita – ricorda Alessia Bausone esponente del Pd – è una pratica medica utilizzata in caso di problematiche riproduttive derivanti da sterilità e infertilità, condizioni che rappresentano un vero e proprio problema sociale, dato che hanno una incidenza che riguarda dal 15 al 20% delle coppie. Molti ne avranno sentito parlare in questi anni perché la legge che la regolamenta, la 40/2004 è risultata una delle più incostituzionali di sempre per limiti posti e impianto prettamente etico. I passi in avanti negli anni che hanno scardinato la visione ideologica della legge sono stati fatti per via prettamente giudiziaria grazie all’impegno di coppie coraggiose, avvocati militanti e associazioni per i diritti in tutta Italia tra cui l’Associazione Luca Coscioni. Il 25 gennaio 2015 la ministra Lorenzin aveva annunciato l’inserimento delle tecniche di screening neonatale e le pratiche di fecondazione medicalmente assistita, sia omologa che eterologa all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ossia le prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale. Un inserimento previsto in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di adeguamento dei LEA stessi, così come definito nel Patto per la Salute 2014-2016 e datato 12 gennaio 2017: ciò comporta che i cittadini possano accedere a queste prestazioni nella medesima maniera in cui richiedono e ottengono anche tutti gli altri servizi sanitari o assistenziali erogati dal sistema pubblico. Tante buone premesse per una problematica che è anche economica a causa del monopolio delle cliniche del settore privato in molte Regioni, tra cui la nostra, che ha favorito, tra le altre cose, il turismo procreativo in Italia e all’estero. Lo scorso mese gli amici del Partito della Rifondazione Comunista Pino Scarpelli e Monica Nardi avevano scritto una lettera al Presidente della Regione Mario Oliverio proprio per chiedere il superamento di questo monopolio privato che, aggiungo, è stato possibile superare grazie al Decreto 150 del Commissario Scura del novembre 2017 che ha introdotto per la procreazione medicalmente assistita una quota di compartecipazione al costo (ticket) secondo le regole definite per la specialistica ambulatoriale e l’esenzione dal ticket nei casi previsti dalla legge. L’apertura del centro altamente specializzato all’Ospedale Pugliese di Catanzaro non può che essere, quindi, un grande passo avanti per le coppie calabresi che hanno il desiderio di essere genitori, oltre tutto e nonostante tutto. Altrettanto positiva è la previsione di strumentazioni per la diagnosi preimpianto, tecnica che solo nel 2016 ha fatto nascere 599 bambini che non sarebbero mai nati, ma esclusa dai LEA nel 2017. Un errore politico che i nostri parlamentari dovrebbero sanare”

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