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Oncoematologia Pediatrica: sorrisi ed emozioni con gli Scapigliati

Con Enzo Colacino-Giangurgolo l'iniziativa prenatalizia Lions Catanzaro Host per sdrammatizzare la perdita dei capelli dei piccoli pazienti che lottano contro il cancro.

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Alla fine si commuove pure lui, anche se solo per un attimo. Enzo Colacino alias Giangurgolo per un’oretta dispensa buon umore e stimola i sorrisi dei piccoli pazienti del reparto di Oncoematologia pediatrica del plesso De Lellis che omaggia con l’attestato della neonata “segreta congrega degli Scapigliati” nell’ambito di una iniziativa promossa da Lions Catanzaro Host e in particolare dal presidente Giuseppe Raiola, primario di Pediatria del Pugliese, ma qualche lacrima alla fine compare anche sul suo viso. Inevitabile.

L’iniziativa E a dirla tutta l’evento prenatalizio organizzato questa mattina nel reparto ospedaliero in cui si avverte con più intensità la sofferenza, dove bambini e ragazzi lottano contro il cancro, non lascia indifferenti nessuno dei presenti. “La perdita dei capelli a causa delle terapie anti tumorali – ha spiegato Raiola– seppur transitoria per un paziente a maggior ragione per un piccolo paziente è qualcosa di traumatico. Questa iniziativa scherzosa, questa celebrazione degli “scapigliati” vuole sdrammatizzare una situazione sicuramente difficile”.

Un po’ di allegria Insieme a Raiola ad introdurre l’iniziativa il direttore sanitario della Pugliese Ciaccio Giuseppe Panella e i dirigenti medici Maria Concetta Galati (che è direttore dell’unità operativa) e Francesco Talarico. “Avremmo voluto svuotare questo reparto almeno per il periodo delle feste natalizie – ha dichiarato Galati – ma purtroppo non è stato possibile viste le patologie serie che i ragazzi devono affrontare e allora ben vengano le iniziative come queste che portano un po’ di allegria”. “Non so come un bambino viva mentalmente una situazione di malattia di questo tipo – ha poi aggiunto Talarico – ma credo che la voglia di giocare sia conservata sempre. Da qui l’importanza di momenti come quelli che viviamo oggi”.

La congrega Poi i protagonisti sono diventati la maschera catanzarese interpretata con maestria da Enzo Colacino e ovviamente i piccoli pazienti. Chiamati uno per uno da Giangurgolo per ricevere attestato della congrega, una medaglia e un cappello: color mimetico per gli uomini, fucsia per le donne. In alcuni di loro i segni della malattia sono più evidenti, in altri meno. Per alcuni il cappello della congrega è necessario per proteggere il capo calvo, altri evidenziano più timidezza che sofferenza. Ma l’aspetto importante è un altro: nessuno, proprio nessuno nasconde la voglia di sorridere. Ci sono però alcuni pazienti che purtroppo non possono fisicamente muoversi. Le terapie li costringono a letto nella loro stanza di degenza. E’ Giangurgolo ad andare al loro capezzale. Altre pergamene e medaglie consegnate, altri sorrisi inviati e ricevuti, ancora emozione autentica.

L’augurio Fino all’augurio finale di Buon Natale. Ma soprattutto fino all’augurio che tutti in cuor loro si sentono di fare: che quanto meno il prossimo di Natale, quello del 2019, possa essere trascorso dai ‘neo scapigliati’ nell’affetto delle loro abitazioni, con i loro cari e ovviamente con la salute ritrovata.

Roberto Tolomeo

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