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Integrazione ospedaliera Catanzaro: ‘proposta di legge lacunosa’

La nota di alcune organizzazioni sindacali che rappresentano la stragrande maggioranza dei professionisti dell’Ospedale di Lamezia 

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Le organizzazioni sindacali Anaao-Assomed (segretario regionale Filippo Maria Larussa), Fpcgil (coordinatore Area Vasta Ivan Potente), AAROI EMAC   ASP CZ
 (coordinatore Tancredi Perricelli), Fials Cisl Asp Catanzaro (coodinatore Maurizio Cavaliere)”rappresentative – come si legge in una nota stampa – della stragrande maggioranza (dati ARAN)dei professionisti operanti nell’Ospedale “San Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, con riferimento alla istituenda aggregazione, del locale nosocomio all’Azienda Unica del Capoluogo non sono favorevoli alla stessa nella sua attuale formulazione. Difatti il testo della p.d.l. n.° 365 proposto dall’onorevole Mirabelli ed altri, allo stato si presenta, a dir poco generica e lacunosa, ma soprattutto, nella sua indefinitezza complessiva, non lascia comprendere la reale efficacia e fattibilità della stessa. 

Non a caso, e distinti comunicati (tra cui quello dell’ON. A.Bova,estensore di diversa pdl) , sia pur con diversi argomenti e sfumature, manifestano dissenso motivato nei confronti della suddetta pdl. Quel che è certo ed auspichiamo è che si proceda ad un confronto con gli operatori Medici (che si ritengono, contrariamente a quanto da taluni incautamente affermato,classi dirigenti serie e,soprattutto,competenti per esperienza maturata sul campo,e certificata formazione curriculare) fin qui sistematicamente ignorati dai componenti della competente III Commissione Consiliare (nonostante la presenza di 4 Medici al suo interno), in un’ottica di costruttivo e propositivo confronto, teso all’approvazione di un testo di legge giuridicamente inattaccabile e, quel che piu’ conta, funzionale alle esigenze dei pazienti.

 Tale passaggio non vuole in alcun modo avere intenzione dilatoria, come potrebbe maldestramente insinuare chi preme per l’approvazione rapida di una legge-papocchio, per poi giovarsi della confusione dalla stessa generata, magari per favorire, scientemente o meno, quanti lucrano sull’inefficienza della Sanità pubblica. Si spera anche che questa sfida venga affrontata da tutti con la lucidità dovuta, fattispecie che ultimamente sembra esser tesoro raro nella dirigenza della regione Calabria viste anche le ultime acrobazie gestionali con il parto dell’interim sulla direzione generale dell’ASP di Cosenza, parto che pone problemi non solo formali ma anche sostanziali specie se le ipotesi riorganizzative previste dalla legge sopra citata rimanessero tali.
Il confronto, per essere utile, va fatto prima della conversione in legge.

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