Sanità, comitati: ‘Importante integrazione sia tra i 3 ospedali’

I vari comitati coinvolti sottolineano l'importanza che anche l'ospedle di Lamezia faccia parte del piano di integrazione previsto dalla Commissione del Consiglio regionale


Nella tormentata riorganizzazione ospedaliera dell’area centrale della Calabria giovedì scorso è stato posto un primo punto fermo a favore di una scelta che tenga conto della presenza nell’area oltre che dell’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio e del Policlinico Universitario Mater Domini anche dell’Ospedale di Lamezia Teme.

La terza Commissione Regionale, con la fattiva partecipazione del nuovo Commissario al Piano di Rientro, Saverio Cotticelli, ha approvato all’unanimità un testo di legge, nel quale “per la ferma e caparbia volontà del consigliere Tonino Scalzo – scrivono in una nota congiunta i vari comitati ‘Salviamo la sanità del lametino’, ‘Malati cronici’, ‘Lamezia 4 gennaio’ e ‘Tribunale dei diritti del malato’ – è prevista in sostanza l’integrazione dei tre ospedali. Il mese prossimo la proposta passerà al vaglio dell’assemblea plenaria del Consiglio Regionale con tutte le condizioni favorevoli per essere approvata, sebbene qualche isolato consigliere regionale ancora insista nella richiesta di escludere il nostro ospedale”.

“Verrà così sanata (è questo il nostro auspicio)  – aggiungono – la nefasta scelta del 2010 di costituire nell’area di Catanzaro due grandi aziende ospedaliere autonome e di abolire invece l’azienda sanitaria di Lamezia Terme, infilando il nostro ospedale sotto il controllo dell’ASP che gestisce la parte residuale della sanità della provincia di Catanzaro. Una scelta questa, che come è ormai sotto gli occhi di tutti, ha portato ad un continuo depauperamento della sanità ospedaliera lametina, alla soppressione o al declassamento di storici e gloriosi reparti e servizi ospedalieri e all’aumento esponenziale dell’emigrazione sanitaria non solo verso il centro-nord, ma anche verso gli ospedali catanzaresi”.

In un’area centrale integrata ci sarà, invece, l’opportunità e la necessità di differenziare l’offerta sanitaria per migliorare le prestazioni, integrare i servizi ed evitare intasamenti nei diversi presidi ospedalieri.

“In quest’ottica – è scritto ancora – quella che era finora una grande struttura ospedaliera rimasta sottoutilizzata deve tornare ad essere un’opportunità non solo per il Lametino, ma per tutta l’area centrale della Calabria e per l’intera Regione. Tutte le passate programmazioni sanitarie regionali hanno, infatti, assegnato al nostro ospedale funzioni ed attività di interesse regionale a motivo della sua centralità e dei suoi collegamenti stradali, autostradali, aerei e ferroviari.
Per le nostre associazioni che da anni si battono per una sanità migliore si tratta non di un punto di arrivo, ma di partenza”. 

I comitati hanno già chiesto un incontro al Commissario Straordinario, Saverio Cotticelli, per far presente anche a lui, come è accaduto con i consiglieri regionali durante l’audizione dinanzi alla terza Commissione, “che il nostro Ospedale in tutti i piani sanitari regionali è stato sempre riconosciuto quale punto centrale di una attività specialistica traumatologica. Vogliamo anche fargli presente che ad oggi la nostra Regione non dispone di una effettiva Rete Tempo-dipendente Politrauma, perché il punto centrale e più importante di essa è stato individuato dall’Ing. Scura genericamente ‘Fuori Regione’. E gli vogliamo chiedere di adoperarsi affinché i 20 milioni di euro assegnati al nostro Ospedale dai Patti per la Calabria non vadano spesi per sterili abbellimenti, ma per completare e predisporre nuove e più qualificate funzioni, anche in sinergia con il Centro Protesi Inail”.

I movimenti si augurano e si impegneranno “a far sì che almeno questa volta le classi dirigenti serie della nostra città e di tutto il lametino si facciano trovare unite, al di là di ogni colore politico, dinanzi a questa rinnovata sfida per far in modo che il nostro territorio possa rientrare in un circuito regionale che serva a condurci verso una sanità finalmente virtuosa e di qualità”.