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Invalidità in Calabria,una domanda a Tridico presidente nazionale Inps

Lettera aperta scritta da Giacinto Nanci dell’Associazione medici di famiglia  Mediass a Catanzaro


Gentile presidente dell’Inps Tridico – scrive Giacinto Nanci dell’Associazione medici di famiglia  Mediass a Catanzaro in una lettera aperta al massimo dirigente dell’Istituto Previdenza sociale venuto in Calabria – Le diamo il benvenuto in Calabria e Le facciamo una sola domanda. Lei è d’accordo con quanto ha fatto il suo predecessore Boeri in Calabria. Il presidente Boeri il 22 febbraio ha detto che la Calabria ha una media di invalidi civili  oltre la media nazionale, che buona parte degli invalidi calabresi sono falsi invalidi, che le commissioni per l’accertamento della invalidità civile delle aziende sanitarie non hanno svolto bene il loro compito  e che per questo motivo ha firmato un protocollo d’intesa con il commissario  per l’applicazione del piano di rientro sanitario calabrese ing. Scura per sostituire le commissioni per l’accertamento della invalidità civile delle aziende sanitarie con delle commissioni dell’INPS. Lei manterrà il protocollo Boeri? Lei presidente Tritico sicuramente saprà che quanto detto dal suo predecessore Boeri e cioè che in Calabria c’è una media di invalidi civili superiore alla media è soltanto una  piccola parte della verità, la verità quella più corposa è un’altra verità, ed è questa. La invalidità civile è una inattitudine al lavoro di tipo generico dovuta a infermità o difetto fisico o mentale regolate da tabelle e percentuali già codificate. Ne consegue che una persona la quale ha più malattie contemporaneamente è potenzialmente invalida.

Si dà il caso che la Calabria ha un alto numero di calabresi che hanno contemporaneamente più malattie (si chiama comorbilità). Tale verità è ormai accertata da tutti gli istituti (e anche dalla sua INPS)e  istituzioni che si interessano di sanità per cui ne citerò uno soltanto in quanto l’elenco sarebbe troppo lungo. Si tratta del DCA n. 103 a firma del commissario Scura del 30 settembre 2015 che nell’allegato n.1  (Salute  Calabria parte integrante del decreto) alla pag. 33 recita ”si sottolineano valori di prevalenza più elevati (almeno del 10%) rispetto al resto del Paese per diverse patologie”, il tutto corredato con tanto di tabelle. Ho fatto il calcolo e la percentuale è del 14,5% in più il che vuol dire che in Calabria ci sono tra i suoi circa due milioni di abitanti ben 287.000  malati cronici in più che in altri due milioni di cittadini italiani. L’allegato n. 1 è stato recepito nella DCA 103 dalla conferenza Stato-Regioni ed elaborato con dati del Ministero della Salute, della serie tutti sanno. Quindi se in Calabria c’è questo enorme e certificato numero di malati cronici in più e con elevata comorbilità  (certificata dal decreto stesso anche questa) non dovrebbe essere naturale che questi malati possano essere dei potenziali invalidi? Il presidente dell’INPS come impegno prioritario si deve  sì preoccupare dei falsi invalidi, ma anche e sicuramente di più  del drammatico problema della presenza in Calabria diuna impressionante maggiore presenza di patologie che poi generano invalidità.

Se cosi facesse  scoprirebbe che la causa principale è che il sistema sanitario calabrese è da lungo tempo gravemente sotto finanziato, per fare un esempio la Valle D’Aosta spende pro capite in sanità quasi mille euro in più della Calabria. Forse non è azzardato  dire che se la Calabria potesse spendere, come dovrebbe in base al maggiore numero dei suoi malati, mille euro in più pro capite le patologie diminuirebbero e quindi anche le richieste di invalidità civile. Purtroppo la risposta dei governi è stata non il finanziamento in base alla numerosità delle patologie , ma l’imposizione del piano di rientro che ha significato da ormai lunghi otto anni ulteriori tagli alla sanità calabrese già sotto finanziata con la conseguenza che in Calabria ormai non ci si può curare, i malati si aggravano e di conseguenza le invalidità aumentano, e si verifica che, come certificato da Osservatorio Salute, in Calabria si muore prima e questo sì che fa diminuire il pagamento INPS delle invalidità (è triste ma giusto dirlo). Inoltre la regione Calabria nel 2018 (non sappiamo se avverrà anche per il 2019)  ha dovuto sborsare all’INPS per il “servizio “ ricevuto qualche milione di euro. Un vero e proprio ottimo affare per l’Inps. Una ultima cosa è che il pagamento della invalidità civile non è cumulabile con altri redditi per cui vi è più propensione di presentazione di domanda di invalidità in una regione come la Calabria dove i nulla tenenti sono molti di più ad esempio della Lombardia dove pur in condizioni di invalidità non conviene presentare domanda perché non porterebbe nessun beneficio economico in quanto non cumulabile. Quindi presidente Tridico Le chiediamo se anche Lei pensa,  come ha pensato il  Suo predecessore Boeri, che nella Sua Calabria la quale:  1) ha il sistema sanitario regionale più sotto finanziato di tutte le altre regioni, 2) ha una maggiore numerosità di malattie croniche, 3)ha una maggiore presenza di comorbilità, 4) ha un indice di povertà tra i maggiori d’Italia , sia giusto imporre un Suo commissariamento (tra l’altro unica regione in Italia) delle commissioni per l’accertamento della invalidità civile. Oppure, perché no, le chiederemo:da calabrese che ama la sua terra e per il rilevante ruolo che ricopre il suo istituto di impegnarsi a comprendere le cause vere che producono maggiore invalidità e concorrere per la loro rimozione.