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Sanità, Alfredo Iorno: Il coraggio di andare oltre il commissariamento

Alfredo Iorno, sindacalista di lunga data e ex segretario generale Fp Cgil Calabria: ‘Il Piano operativo di cui parla Cotticelli? Doveva essere già pronto il primo gennaio. A fronte delle imminenti scadenze degli incarichi dei precari e delle attese dei vincitori di concorsi si sarebbe dovuto assolutamente evitare questo vuoto’ 


Di Alfredo Iorno – già segretario generale Fp Cgil Calabria

La Costituzione Italiana all’articolo 120 prevede i poteri sostitutivi in regioni dello Stato a “tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali…”. Uno strumento che con la legislazione afferente ha aperto le porte ai commissariamenti in diverse regioni d’Italia. I parametri per uscire da questa emergenza e ripristinare la sicurezza sociale e civile sono due: il risanamento economico, quindi il rientro dal debito pregresso e dai disavanzi sanitari e il raggiungimento del punteggio dei Lea parametrati con il consono livello nazionale.

Le misure adottate in questi anni nella nostra regione hanno consentito risparmi in particolare sul versante della spesa del personale, sempre più carente, e non in grado di adempiere a percorsi riorganizzativi e contestualizzati in un quadro di inosservanza delle norme previste dalla legge 161/14 in materia di giusto orario di lavoro.

Farebbe bene, ad esempio, il Commissario Cotticelli ad interessarsi di questo aspetto di legalità, visto che spesso sulle proroghe ai precari trova insormontabili norme di legge. Se si rispetta la circolare Madia e la normativa sul rapporto di lavoro a tempo determinato, si deve rispettare anche la legge dello stato in materia di giusto orario di lavoro. A prescindere però da quest’ultima peculiarità, bisogna prendere atto che quasi un decennio di commissariamento non ha sortito gli effetti sperati e l’orizzonte di risultati tangibili si allontana se solo si legge l’ultimo report del Tavolo Ministeriale Adduce: si proroga di fatto fino al 2021 attraverso la stesura del Piano Operativo.

Quest’ultimo dovrebbe portare in sé secondo il generale Cotticelli anche lo sbocco occupazionale per il personale precario e non. L’augurio è che ciò avvenga; c’è però un particolare a testimonianza dell’inefficienza del commissariamento; Il piano operativo doveva essere in vigore, tempisticamente già dal 1 primo gennaio di quest’anno. C’è stato in quella struttura chi ha provocato il ritardo e chi il ritardo lo sta prorogando.

Siamo a dieci mesi e lo dice anche il tavolo ministeriale che, cito testualmente “resta in attesa della bozza di programma operativo 2019/2021 per il relativo esame…“e ricordava già il ritardo nonché la sollecitazione ad agire con tempestività ed incisività. A fronte delle imminenti scadenze degli incarichi dei precari e delle attese dei vincitori di concorsi si sarebbe dovuto assolutamente evitare questo vuoto. Se non altro per sapere e capire il reale fabbisogno di personale del sistema sanitario regionale.

Nell’ultima riunione della Conferenza Stato Regione la Calabria attraverso il suo delegato ha minacciato di non votare il patto per la salute se non verrà ripristinato il fondino per la salvaguardia delle regioni deboli, (una volta si misurava l’indice di deprivazione). Forse però ci vuole più coraggio e chiedere il superamento del commissariamento, approfittando del fatto che il ministro Speranza ha dichiarato che nel patto della salute si rivedrà il sistema dei commissariamenti, aggravati per la Calabria dall’approvazione di un decreto, ormai convertito in legge, che ha visto la sottoscrizione di un documento firmato da trentaquattro docenti universitari e la riproposizione del Commissario stesso in materia di acquisti attraverso la formazione di un organismo al quale parteciperanno le aziende. Si può dire che nel succitato articolo della costituzione c’è un vulnus? Se dopo 9 anni di commissariamento i cosiddetti poteri sostitutivi non garantiscono essi stessi i livelli essenziali delle prestazioni sociali e civili, chi li deve garantire? Io, rispondo, con la dovuta umiltà di fronte ad un argomento per costituzionalisti che forse c’è bisogno di normalità.

Una normalità che di fronte alle infiltrazioni mafiose affermi giustamente il ruolo della magistratura, che di fronte al mancato controllo della spesa si riappropri del proprio ruolo la sezione controllo della Corte dei Conti. Che ripristini la governance delle aziende con quadri dirigenti di forte competenza e di indubbia moralità. Che ridia alla politica, non solo il potere delle nomine ma anche il processo della partecipazione in particolare dei sindaci fuori da logiche campanilistiche ed in un quadro di progettualità che si riveli antitetico a ciò che è lo squallore davanti agli occhi di tutti.

Che ridia una sanità fatta di ospedali nuovi e tecnologici e al passo coi tempi, con personale motivato all’interno di un progetto configurato nel quadro nazionale e in quelli che saranno gli obiettivi del nuovo patto per la salute. Diversamente vorrebbe dire che c’è un interesse sotteso in Calabria che ha interesse a prorogare il commissariamento.