Sindacati: ‘L’integrazione degli ospedali tra mito e (tragica) realtà’

L’integrazione tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini e l’Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio appartiene ormai alla mitologia sanitaria

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    “L’integrazione tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini e l’Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio appartiene ormai alla mitologia sanitaria. Si iniziò a parlare di essa ai tempi della Giunta Nistico’,ovvero più di venti anni fa. Dopo tanti anni di inconcludente dibattito si è promulgata una legge regionale che prevede l’integrazione tra i due ospedali, subito impugnata dal Governo centrale. La stessa legge, ammesso non venga rigettata, non potrà essere efficace fino a quando non si adotterà un altro strumento mitologico ovvero la Convezione tra Regione ed Università (scaduta da appena 12 anni!)”. E’ quanto si legge in una nota stampa della dottoressa Anna Rotundo, segretario aziendale CGIL medici Azienda ospedaliera Universitaria Mater Domini e Ivan Potente , segretario Cigl Medici Area Vasta.

    “Con tali premesse la leggenda si arricchisce di un colpo di scena. Il Ministero nomina un eminente manager il Dott. Giuseppe Zuccatelli alla guida dei due ospedali e proprio allo scopo di realizzare tale compito improbo. Nulla da dire sulla persona poiché ha il curriculum giusto per tale impresa: Presidente dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, Direttore Generale dell’INRCA-IRCCS, più volte direttore generale e sanitario in aziende pubbliche, è particolarmente esperto di integrazioni tra ospedali. Pertanto, continuando nella metafora mitologica, potrebbe rappresentare l’eroe designato per compiere l’impresa: l’Ulisse che si appresta ad affrontare l’Odissea! Fin qui la leggenda , ma adesso proviamo a fare i conti con la realtà. Egli ha un mandato di appena otto mesi, piuttosto pochini per compiere un’Odissea: termina infatti ad Ottobre in coincidenza con la scadenza del decreto Calabria. Cosa succederà dopo? Potrà essere prorogato? A parte gli scogli legislativi prima rammentati- prosegue la nota – esistono correnti sotterranee che rendono perigliosa la navigazione dell’Ulisse in camice bianco, ovvero la malcelata diffidenza tra medici ospedalieri ed universitari.

    Le differenze in ambito sanitario non sono facilmente conciliabili: il Pugliese-Ciaccio con vocazione all’emergenza e il Mater Domini è stato fin qui votato alla patologia elettiva. Anche in campo amministrativo esistono differenze significative. Ne è la riprova il recente adeguamento contrattuale che è stato applicato a Gennaio solo per i medici del Pugliese-Ciaccio, mentre così non è stato per i medici dell’Azienda Ospedaliera Mater Domini. Scomodando ancora una volta la mitologia potremmo dire che i medici della Mater Domini sono figli di un dio minore! Infatti a causa dell’insipienza amministrativa con la quale l’azienda è stata gestita i medici si ritrovano senza incarichi, mai riconosciuti dalla direzione aziendale, senza indennità di risultato 2018 perchè l’Azienda Mater Domini non ha presentato per tempo il piano della performance e, dulcis in fundo, anche senza adeguamento contrattuale. In effetti l’Azienda Mater Domini corrisponde appieno al naufragio di Ulisse che, nell’Odissea, si areno’ proprio sulle coste della Calabria tirrenica. Tuttavia, alla fine, Ulisse,grazie ad una nave che venne per lui costruita dai Feaci, riuscì a ripartire dalla sponda ionica alla volta di Itaca realizzando cosi l’impresa che è entrata nella leggenda. Il Dott. (Ulisse) Zuccatelli, dovrà affrontare tale (tragica) realtà, per riuscire nell’intento.

    La CGIL medici vigilerà – conclude la nota – attentamente affinchè il progetto possa realizzarsi, collaborando lealmente alla stregua dei Feaci con Ulisse, perché tale obiettivo è patrimonio dell’intera comunità calabrese”.

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