La difesa dei diritti del minore, convegno all’Ospedale Ciaccio

Dal titolo: La difesa dei diritti del minore e la nascita della Neonatologia del Pugliese

La difesa dei diritti del minore e la nascita della Neonatologia del Pugliese: è stato questo il tema di un incontro, promosso dall’associazione “Tribunale per la difesa dei diritti del minore” e dal direttore sanitario Francesco Talarico, tenutosi nella sala convegni del presidio ospedaliero “Ciaccio”. Sui temi dell’incontro hanno relazionato: Daniela Fulciniti dell’Associazione Diritti dei Minori, Chiara Crociani, educatrice dell’Istituto e Maria Concetta Galati, direttore dell’Oncoematologia pediatrica.

“Nascita del reparto di patologia neonatale” è stato invece l’argomento sviluppato dalle vigilatrici di infanzia Francesca Cristofaro e Gemma Spagnuolo. Cristofaro e Spagnolo hanno ricordato il dott. Bernardo Concolino, fondatore della “Neonatologia”, professionista molto stimato che sviluppò le nascenti moderne tecnologie neonatali, scorporandosi dalla Pediatria.

Mauro Rechichi, già direttore del Dipartimento Urgenze-Emergenze del “Puglise-Ciaccio”, ha poi illustrato l’attività svolta da Concolino e ringraziato i medici e le vigilatrici che hanno prestato servizio nel reparto.

“Lavoravano con poche risorse affrontando numerose difficoltà. Senza alcun dubbio – ha sottolineato Rechichi – medici e infermieri erano mossi da un unico obiettivo: l’amore verso i pazienti e la struttura”.

Rechichi ha, quindi, ricordato che dopo l’inaugurazione del nuovo ospedale, avvenuta il 17 dicembre 1967, furono trasferiti al “Pugliese”, dal vecchio nosocomio di Via Acri, i reparti di Medicina, Chirurgia e Ostetricia. In quello stesso periodo (dicembre 1967-febbraio 1968) scoppiò una grave epidemia influenzale. I morti furono centinaia. La fortunata coincidenza del trasferimento dei pazienti al nuovo ospedale, permise di affrontare l’emergenza con la dovuta attenzione e tranquillità.

I malati furono accolti in via dei Cardatori, nei locali della ex seconda sezione di Medicina (35 posti letto), diretta dal dott. Andrea Mussari, sezione la cui capo sala era la ex ostetrica Lucia Cingottini, arrivata a Catanzaro da Siena.

“Allora – ha aggiunto Rechichi – non si creò il panico e l’allarmismo di questi giorni”. I pazienti affetti da patologie respiratorie erano, infatti, ricoverati in Pneumotisiologia, reparto diretto dal primario dott. Francesco Focarelli che aveva per aiuto la dottoressa Ediolinda Iiritano. I posti letto erano 60 e i medici solo due.

“La Sanità di allora non lesinava i posti letto. In quegli anni – ha concluso Rechichi – Catanzaro ebbe amministratori ospedalieri che aiutarono i sanitari a garantire questo diritto. Mi riferisco al dott. Piero Amato, all’avv. Marcello Furriolo e all’avv. Donato Veraldi, presidenti della USL e poi amministratori alla Provincia, al Comune, alla Regione”.

Rechichi ha infine ricordato l’avv. Raffaele Mirigliani, “vero difensore dei diritti dell’ammalato e del medico”. “Sarebbe interesante – ha detto – organizzare una riunione con queste personalità per riparlare del diritto e dell’onore di vivere la vita.”