Crediti inesigibili per 62milioni al Policlinico Materdomini? Sindacati chiedono chiarezza

La nota a firma di Anna Rotundo FPCGIL Medici e Dirigenti Sanitaria Az. Policlinico e Ivan Potente FPCGIL Medici e Dirigenti Sanitari Area Vasta

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    “E allora, non chiedere mai per chi suoni la campana. Essa suona per te.”, questi versi di John Donne rievocati da Hemingway nel suo famoso libro ci ricordano che la campana che annuncia la morte del singolo essere umano dovrebbe far leva sulla coscienza dell’intera umanità. Nel sistema sanitario calabrese la campana, anzi la Campanella, sta suonando sempre più spesso. Ha suonato il 6 ottobre del 2014 per sancire la fine della Fondazione Campanella che era stata messa in liquidazione, decretando la scomparsa del sogno di un centro di eccellenza per le cure oncologiche tutto calabrese. Ha suonato in data 31 Maggio 2020 per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini, data nella quale, in base all’articolo di stampa “Il policlinico di Catanzaro verso il default: 62 milioni di crediti fantasma” uscito su La C news a firma di Luana Costa, la direzione generale dell’azienda universitaria dovrà trasmettere alla struttura commissariale il consuntivo relativo all’annualità 2019. In tale consuntivo si cela una bomba ad orologeria rappresentata proprio dai crediti che il l’Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini vanta nei confronti dell’ex polo oncologico Fondazione Campanella. Crediti che ammontano a ben 62 milioni di euro ma che sono a tutti gli effetti crediti fantasma, senza alcuna possibilità di essere recuperati. Proviamo a capire qualcosa: fin dal 2015, ovvero dall’epoca in cui era Commissario Antonio Belcastro (già peraltro direttore generale della stessa Fondazione Campanella), sono stati inseriti nel bilancio del Policlinico di Germaneto 62 milioni di crediti per la fornitura di beni e servizi che il Policlinico Universitario avrebbe reso a favore della ormai defunta Fondazione Campanella, nel periodo in cui Policlinico e Fondazione coabitavano nello stesso stabile di Germaneto. Per come verificato dalle società di consulenza che si sono succedute nell’accertamento delle situazioni contabili intercorrenti tra i due enti, tali crediti sembrano non avere il conforto di alcun contratto, tanto da essere disconosciuti in fase di accertamento: le somme non sono più esigibili e nemmeno accertabili, pertanto non hanno alcune possibilità di essere recuperate nella liquidazione della Fondazione Campanella. Allora perché hanno continuato ad apparire nei bilanci del Policlinico anno dopo anno, e fino ad oggi, questi 62 milioni di euro che a questo punto rappresentano una cifra del tutto fittizia?
    Quali e a carico di chi sono le responsabilità civili, penali e contabili di questa situazione? In questo drammatico effetto domino i crediti (fantasma) della Campanella rischiano di trascinare nella caduta anche la neonata Azienda Mater Domini Pugliese-Ciaccio ovvero la cosiddetta Azienda Ospedaliera unica. Come potrebbe infatti sopravvivere una nuova azienda con 62 milioni di crediti inesigibili? Così la Campanella rischia di suonare per la terza volta e questa anche per l’azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio che verrebbe trascinata nel baratro da un’incauta operazione di accorpamento la cui unica finalità, a questo punto, sarebbe quella di accorpare i debiti. Dobbiamo sperare, ovviamente in un classico finale “alla calabrese” ovvero che, ancora una volta, la regione ripiani i debiti, tanto alle fine arriveranno i miliardi del Recovery fund dall’unione europea che ci permetteranno di coprire le nostre malefatte. Dobbiamo anche sperare che, nel frattempo, olandesi, danesi, svedesi e austriaci non si accorgano dell’uso che faremo dei soldi a fondo perduto, perché altrimenti ci chiederebbero conto di tutto questo ed allora dovremmo finalmente dichiarare chi sono i responsabili di questa catastrofe e se questi responsabili debbano essere ancora dichiarati idonei a gestire ruoli di responsabilità nella sanità calabrese! Dobbiamo, infine, auspicare che le campane a morto per la sanità calabrese non suonino invano e che tale triste vicenda che ipoteca il futuro del principale ospedale calabrese venga percepito come un danno inflitto a ciascuno di noi. Il Dott. Zuccatelli, commissario straordinario ed il dott. Stroppa, direttore amministrativo del policlinico di Catanzaro hanno avuto il merito di aver finalmente portato alla luce questa squallida vicenda; sarà compito di ciascun calabrese reagire, come è stato appena fatto per i vitalizi, affinché tale penosa circostanza non passi sotto silenzio ma diventi il simbolo della rivendicazione di una sanità efficiente, giusta ed autenticamente vicina ai bisogni del cittadino.
    Anna Rotundo coord. FPCGIL Medici e Dirigenti Sanitaria Az. Policlinico
    Ivan Potente coord. FPCGIL Medici e Dirigenti Sanitari Area Vasta Cz, Kr, Vv

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