Quantcast

Pugliese-Ciaccio Catanzaro, sul fondo di produttività tensioni tra lavoratori e Azienda

Una quarantina le firme di una lettera-esposto per conoscere modalità e criteri nella distribuzione della produttività collettiva per il 2018

Ci sono quaranta firme in calce a una lettera-esposto che altrettanti lavoratori del comparto tecnico e infermieristico dell’Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro hanno inviato stamani a ben otto indirizzi diversi: Commissario straordinario dell’AO, direttore amministrativo, direttore sanitario, presidente Collegio revisori, Corte dei conti regionale, Regione Calabria, Ufficio ispettivo ministero Funzione pubblica. I firmatari, tutti del comparto ospedaliero, chiedono di conoscere modalità e criteri di erogazione delle liquidazioni della produttività collettiva dell’anno 2018. Evidentemente non sono d’accordo con quanto l’Azienda ha fatto in merito, in conformità con gli accordi presi con le rappresentanze sindacali aziendali.

In particolare, i lavoratori chiedono di conoscere:

La motivazione per cui non è stato l’Ufficio risorse umane, preposto, a procedere alle assegnazioni invece della struttura tecnica; quale algoritmo sia stato utilizzato per l’assegnazione della quota; quali i criteri per la stesura della graduatoria di merito; quale criterio è stato usato per la divisione del fondo tra performance organizzativa e individuale; quale criterio sia stato usato per la selezione del personale a cui attribuire la maggiorazione del premio individuale; se sia stata rispettata la soglia del 5% del personale afferente al comparto distinto per dipartimento, categoria, ruolo.

Inoltre, i lavoratori firmatari chiedono al presidente regionale della Corte dei conti di verificare “l’indebito trasferimento di risorse contrattuali destinata alla performance del personale del Comparto anziché retribuire prestazioni aggiuntive e non autorizzate dalla Struttura commissariale ad acta al Piano di rientro. Si precisa che tali prestazioni sono state retribuite con regolari determine/delibere prima che intervenisse l’accordo sindacale con il trasferimento, illegittimo, di gran parte del fondo di somme destinate a tutto il personale per la performance aziendale, utilizzate per pagare le prestazioni aggiuntive anziché con risorse del bilancio aziendale”.

Analoga richiesta è avanzata verso l’Ufficio ispettivo del ministero FP. I lavoratori si riservano, in assenza di risposte di ricorrere alle competenti autorità giurisdizionali.

Al di là del formalismo tecnico, è evidente che serpeggia malumore tra una fascia consistente di lavoratori del comparto. Gli accordi sindacali nell’ambito della contrattazione decentrata a livello aziendale determinano anche la distribuzione di elementi accessori in busta paga, da attingere dal fondo produttività, stabilito per ogni esercizio finanziario. Allo stesso fondo si è attinto per pagare le prestazioni aggiuntive che, in epoca di blocco turnover e carenza di personale, sono piuttosto abbondanti. Tali prestazioni esulano dalle contrattazioni sindacali e vengono decise autonomamente dal management aziendale. Il fondo, negli anni, si è progressivamente ridimensionato per recuperare bugdet da utilizzare per scatti di anzianità e altre componenti delle diverse fasce economiche, secondo il contratto nazionale di lavoro. Conseguente il progressivo accorciamento di una coperta che non riesce a soddisfare le aspettative di tutti. A ciò si aggiunge il lungo blocco dei contratti, che è perdurato quantomeno dal 2008 al 2017. L’azione sindacale, tesa ad allargare l’inclusione nelle fasce, è stata orientata a salvaguardare la base previdenziale del trattamento economico, nel senso che, mentre lo scatto di anzianità rientra nei computi pensionistici, lo stesso non avviene necessariamente per la produttività e le prestazioni aggiuntive. Ma non è tanto questo a suscitare l’attuale attrito, quanto le notevoli disparità individuali che i lavoratori hanno riscontrato nella ripartizione del fondo residuo al 5% del personale, con differenze anche notevole da dipendente a dipendente.

Per cercare di smussare gli angoli, e arrivare a un accordo che possa soddisfare le posizioni di tutti, i sindacati della delegazione trattante, compresa la Rsu, si incontreranno martedì 9 con la direzione amministrativa dell’Azienda Ospedaliera.