Situazione sanità nella Presila catanzarese: la protesta di sei comuni

Sul piede di guerra i primi cittadini di Sersale, Zagarise, Cerva, Andali, Petronà, Cropani. Molte le criticità

Ambulanze costrette a fare continui andirivieni senza l’ombra  di un medico.  E ancora:  altri servizi sanitari  cancellati per la mancanza di personale.

Non sempre il diritto alla salute ha la priorità sulle esigenze di bilancio nella presila catanzarese: sovente viene dopo. Così era prima della pandemia, così è tuttora: c’è tanta indignazione in un territorio che conta almeno 50mila persone. Qui, a 60 chilometri dal nosocomio più vicino, la distanza tra malato e medicina si fa sempre più incolmabile. Esempio: niente medico su ambulanza in orario notturno da almeno   sei mesi e, mentre scriviamo,  solo autista, volontari  e infermieri anche di giorno.

Del palese malcontento si fanno ora portavoce i sindaci di sei paesi della provincia di Catanzaro che hanno scritto una lettera piena di invettive. Destinatari:  la Commissione sanitaria dell’azienda sanitaria provinciale, la Governatrice Jole Santelli, il Dirigente generale del Dipartimento regionale salute e, per conoscenza ,  anche al nuovo Prefetto Maria Teresa Cucinotta.

La sanità regionale e provincialescrive, a nome degli omologhi degli altri paesi , il primo cittadino di Sersale Salvatore Torchia- è da anni allo sbando, anni ed anni di sprechi e di gestione clientelare e politica della sanità hanno portato al progressivo smantellamento di ogni servizio sanitario, anche di quelli di emergenza, soprattutto nelle aree interne. Non passa giorno in cui noi Sindaci dei comuni del comprensorio (Sersale, Cropani, Cerva, Petronà, Andali e Zagarise) non ci troviamo a combattere con i disservizi della sanità e con le legittime proteste dei nostri cittadini che non trovano risposte adeguate ai bisogni sanitari. Non si contano, ormai, più le lettere, le telefonate, le proteste per la situazione degli organici della postazione del 118 di Sersale. “ E’ l’inizio della requisitoria ricca di reprimende e dovizia di particolari: “Negli ultimi tempi – argomentano  anche il sindaco di Cropani   Raffaele Mercurio, il primo cittadino di Zagarise Domenico Gallelli,  il  sindaco di  Petronà Vincenzo Bianco, del primo cittadino di Cerva Fabrizio Rizzuti  e dell’omologo di Andali  Pietro Petala situazione è peggiorata sia nella postazione del 118 di Sersale che è stata demedicalizzata, sia nel nostro Poliambulatorio di Sersale dove risultano contingentati gli accessi, le prestazioni ed addirittura risulta impossibile effettuare una semplice prenotazione e decine e decine di persone, in maggioranza anziani, si trovano costretti a lunghe attese sotto il sole.

I vertici locali e provinciali dell’ASP si giustificano con i provvedimenti post Covid che l’Asp provinciale di Catanzaro retta da una terna commissariale, ha assunto per evitare assembramenti. Il provvedimento di limitazione delle prenotazioni e delle visite specialistiche riguarda tutte le postazioni sanitarie provinciali. Sono stati stabiliti dalla direzione generale dell’Asp di Catanzaro limitazioni a tutte le prestazioni, a partire dai prelievi che possono essere effettuati nella misura di 8 ogni ora, per finire alle visite specialistiche (una visita ogni ora, mentre nel periodo ante covid se ne facevano molte di più). Numerose sono state le nostre richieste al responsabile del polo di Sersale, dr.ssa Loprete, ed al responsabile di distretto, dr. Maurizio Rocca e le risposte sono state sempre le stesse, e cioè che le limitazioni alle prestazioni sono stabilite dalla direzione generale per fronteggiare l’emergenza da Covid – 19. Noi Sindaci, noi amministratori locali non abbiamo responsabilità alcuna nell’organizzazione della sanità territoriale, noi siamo solo vittime, insieme ai nostri cittadini, dei disservizi e non possiamo fare altro che protestare.

Noi siamo diventati i facili bersagli delle proteste dei cittadini che solo in noi vedono i punti di riferimento istituzionali. Spetta ai dirigenti provinciali e regionali ed alla politica regionale risolvere i problemi della sanità ed è per questo che ci appelliamo al governo regionale al quale chiediamo di convocare urgentemente, un tavolo operativo a cui dovranno sedere anche gli amministratori locali in rappresentanza dei cittadini che in questo momento trovano difficoltà persino per la prenotazione di una visita. E’ veramente assurdo ed incomprensibile come nemmeno l’emergenza sanitaria in atto abbia fatto comprendere l’importanza della sanità pubblica e, nello specifico, della sanità territoriale e di periferia. Invece, nulla si sta facendo, anzi mascherandosi dietro all’emergenza sanitaria si riducono ancora di più i servizi. Noi pretendiamo rispetto e pretendiamo che vengano erogati ai nostri cittadini i servizi essenziali, come il 118, pretendiamo il potenziamento delle prestazioni ambulatoriali e lo sblocco del sistema di prenotazioni.

Con la presente, pertanto, esprimiamo formale protesta e preoccupazione per i tanti disservizi in materia sanitaria che penalizzano e mortificano i cittadini di vasti territori delle aree interne della provincia di Catanzaro nei quali vivono oltre 50 mila persone che si vedranno penalizzati sul più importante dei diritti, quello alla salute, anzi alla vita. Non possiamo accettare tutto ciò e non l’accetteremo ed attiveremo ogni azione, anche le più estreme, per impedirlo. Chiediamo, pertanto, alle autorità in indirizzo e a S.E. il Prefetto di Catanzaro, cui la presente è inviata per conoscenza, di convocare un tavolo istituzionale con i soggetti in indirizzo e di chiedere a chi si è titolato ad assumere decisioni di ripristinare le condizioni di normalità nell’erogazione dei servizi sanitari. Confidiamo nel positivo riscontro alla presente e restiamo in attesa della relativa comunicazione. “

Ambulanza senza medico è come una chiesa senza parroco o come una scuola senza preside: la legge dice che si può fare, il buon senso constata  che è un’assurdità.