Covid e pelle: l’esperta spiega quando c’è da preoccuparsi

Ci sono studi scientifici che dimostrano come anche la pelle, nei soggetti colpiti dal nuovo coronavirus, sia soggetta a delle eruzioni cutanee che possono manifestarsi in diverse forme

Non ci sono solo i polmoni a essere attaccati dal Covid. Ci sono studi scientifici che dimostrano come anche la pelle, nei soggetti colpiti dal nuovo coronavirus, sia soggetta a delle eruzioni cutanee che possono manifestarsi in diverse forme. La dottoressa Piera Fileccia è una tra i più affermati dermatologi italiani. Dirige lo studio “Dermatologia Prati” di Roma e da anni, grazie alla sua amicizia con il pediatra catanzarese Antonio Miceli, visita anche nel capoluogo di regione. Ed è stata in occasione della sua ultima presenza sui tre colli che l’abbiamo intervista, partendo proprio dalla relazione tra Covid e pelle.

piera fileccia

La patologia Covid colpisce il microcircolo – ha spiegato – che copre tutta la superficie cutanea. Quindi  l’interessamento da Covid si manifesta elettivamente come fatto cutaneo ad esempio con i geloni, di cui tanto si è parlato, che sono comparsi sui malati chiaramente in epoca non invernale. Altre manifestazioni possono essere delle papule, papule pustole classicamente rosse in quadri che non hanno nessun tipo di storia e si manifestano bruscamente collegate ad altri sintomi come febbre o difficoltà respiratorie”. In ogni caso, la specialista suggerisce di chiedere subito un consulto quando compaiono queste eruzioni cutanee senza che ci sia una storia precisa.

L’ESPOSIZIONE AL SOLE? BASTA NON ESSERE IMPRUDENTI

Con l’esperta ci si è anche soffermati sui rischi che corre la nostra pelle a causa dell’esposizione al sole soprattutto nel corso della stagione estiva: “Spezzo una lancia a favore dell’esposizione al sole. Noi dermatologi non siamo contrari. E’ importante sapersi esporre bene e questo vale per tutti i tipi di carnagione e per tutte le età. La cosa che importa – ha aggiunto – è capire qual è il comportamento naturale della pelle al sole e proteggerla. Se noi utilizziamo una corretta protezione e magari scegliamo anche gli orari di esposizione i pericoli si minimizzano. Dobbiamo pensare che quell’aspetto di arrossamento che è dovuto alle imprudenze, è proprio quello che dà problemi non il fatto di diventare scuri. La cosa che conta è sapersi abbronzare con gradualità”.

L’ACNE E’ UNA PATOLOGIA DA NON SOTTOVALUTARE

Infine l’acne giovanile, problema che riguarda molti adolescenti. “Vorrei ricordare a tutti che l’acne è una malattia. Una malattia importante che, come confermano alcuni studi, è espressione di patologia metabolica quindi una patologia da prendere sul serio. Anche qui, tuttavia, esiste una gradualità. Per i piccoli brufoli, per una situazione che compare e scompare, anche i farmacisti sono competenti. Bisogna però sapere il momento quando bisogna fermarsi e affidare le cure di questi pazienti ai competenti. L’acne ha la storia di essere una malattia che prima o poi passa. Però non si capisce che causa dei problemi anche psichici importanti a un adolescente. Quindi ciò che bisogna fare – ha concluso – dove il quadro sfugge a consigli basilari e a norme di buon senso, è affidarsi al medico competente che saprà dare la giusta risposta con la giusta gradualità di prodotti da utilizzare. Da sottolineare che non esiste il prodotto miracoloso: esiste l’inquadramento della patologia e l’attinenza a una terapia precisa che è ormai codificata”.