Le problematiche prenotazioni al Cup nel Covid presente

Tempi di attesa lunghissimi, risposte non convincenti. I casi del Pap test e dell’ambulatorio di oculistica al Pugliese

Averci fatto il callo non significa rassegnarsi a vedere perennemente le stelle a ogni passo. Che i tempi della sanità pubblica calabrese fossero lunghi o che la strada che porta il paziente ai livelli minimi di assistenza non fosse proprio rose e fiori, lo si sapeva ancor prima dei Dpcm Covid-dedicati. Ma da allora, come ormai è acclarato e come purtroppo sperimentano direttamente gli assistiti, i tempi per visite specialistiche, esami diagnostici, ricoveri e interventi si sono allungati a dismisura e il tragitto per arrivare al sospirato quarto d’ora di sanità si è fatto periglioso e complicato. Le segnalazioni che giungono sono tante e ci limitiamo a riportare le ultime due in ordine di tempo, ben sapendo di scoperchiare una pentola in piena ebollizione.

Il Cupppp, ovvero il Centro unico di prenotazione possibile, probabile, problematica

Il Cup è il Centro Unico di prenotazione, una invenzione felice se tutto fila liscio. Come informa il portale ufficiale dell’Azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio alla voce Prenotazioni, prestazioni e pagamento ticket “la prenotazione delle prestazioni ambulatoriali in questa Azienda avviene con il Centro Unico di Prenotazioni dell’ Area Centro Calabria, che consente di usufruire di una suite di strumenti altamente tecnologici e all’avanguardia per effettuare la prenotazione di visite e prestazioni mediche specialistiche (previo possesso da parte dell’ utente di prescrizione medica)”. Questo on line. Nella realtà succede ciò che esponiamo di seguito.

Il Cup e il Pap test

Il Pap test è l’esame di screening per il tumore del collo dell’utero e viene consigliato a tutte le donne fino a età avanzata. Una conquista prima scientifica e poi sociale, un fondamento della medicina preventiva e territoriale, come tale da incoraggiare, difendere, generalizzare. Le Regioni hanno programmato, le Aziende territoriali e ospedaliere si sono organizzate per dare un servizio aperto e puntuale, al quale si rivolge con crescente fiducia una larghissima platea di donne. Anche a Catanzaro, naturalmente. Il test in ambito pubblico è da tempo eseguito sia all’ospedale cittadino, sia nei tre Consultori familiari di via Fontanavecchia, di via Sirleto, di via Melito Porto Salvo. Senonché Covid-19 ha portato all’interruzione di tutte le pratiche correnti ambulatoriali e ospedaliere, e lo scorrimento delle prenotazioni si è fermato per tre mesi. Le agende si sono riaperte a fine maggio. Le strutture hanno cercato di recuperare, con il comprensibile affanno. Obiettivo: esaurire le prenotazioni pregresse, assolvere a quelle nuove. Con una complicazione specifica per il Pap test. È andata in pensione l’ostetrica che al Pugliese si occupava dell’esame, non è stata sostituita, i test sono stati tutti dirottati ai Consultori, o, per chi può o non ci bada, ad alcune strutture private o associative. A. R., cinquantenne, come da programma, deve fare il Pap test. Di solito va in ospedale, ha sempre fatto così. Alla prenotazione le dicono però che l’ambulatorio non esegue più l’esame, la indirizzano al Cup, via telefono può prenotarlo al Consultorio. Compone il numero a sei cifre, molto facile da ricordare, due volte il 789. L’addetto al Cup, però, le risponde che le prenotazioni via Cup ai Consultori cittadini sono sospese, la prenota per l’ospedale di Lamezia Terme, e in tempi anche brevi, solo qualche giorno di attesa.

A.R., però, non rimane convinta e vuole approfondire. Non si capacita del fatto che, pur esistenti tre Consultori nella sua città, deve portarsi alla sia pur vicina Lamezia. Telefona a via Fontanavecchia, dove cadono dalle nubi, direbbe Zalone. Loro sono operativi da fine maggio, hanno prenotazioni per Pap test in agenda che soddisfano, non capiscono perché dal Cup non ne arrivano. Poiché non è la prima segnalazione, dal Consultorio si mettono in contatto con il Cup, la discussione si fa anche accesa, alla fine il buon senso la vince. Dalla dirigenza del Cup – anche il Cup ha una sua dirigenza nonostante l’ineffabilità consustanziale – assicurano che da domani stesso le prenotazioni riprenderanno, c’è stata una latenza dovuta alla solita, sempiterna mancanza di comunicazione tra C@t hospital, la struttura aziendale che sovrintende e il Cup, ma tutto parrebbe risolto. Salvo ulteriori complicazioni.

Il Cup e le complicanze oculari del diabete

S.N., sessantenne e qualcuno in più, soffre da anni di diabete, sindrome sistemica comune nonché subdola, che bisogna controllare spesso e nei vari organi che le sue complicanze possono interessare. Ultimamente avverte dei disturbi alla vista, il medico di famiglia la indirizza verso una visita specialistica oculistica. Il marito Paolo, non si chiama così ma non importa, anch’egli diabetico, aduso ai rituali burocratici del SSR, telefona al Cup, espone, chiede. No problem, si sente rispondere: Germaneto, Policlinico universitario, giugno 2021. Giugno duemila ventuno? salta sul filo del telefono Paolo. Ma scherziamo? No, per nulla – ribattono dal Cup – l’ospedale Pugliese ha chiuso le prenotazioni dell’ambulatorio di oculistica, non abbiamo l’agenda delle prenotazioni, tutto è dirottato alla Mater Domini. Paolo non si rassegna. Sarà un atout necessario, questo della non rassegnazione, per sopravvivere nei meandri sanitari del post-Covid? Telefona al centralino dell’oculistica del Pugliese, da dove confermano: al momento stanno affrontando le prenotazioni pregresse, pre-Covid. Ma finiranno gli arretrati, a ottobre, novembre, Natale? No, non lo sappiamo. A Paolo non rimane che scrivere su un pizzino la data di giugno 2021, perché ancora non ha l’agenda dell’anno prossimo non bisestile. E la ripromessa di portarsi venerdì in direzione sanitaria – domani è San Vitaliano, pensaci tu – a pretendere una data consona alle condizioni cliniche della consorte che, anche detto da profani, non sono conciliabili con la data stabilita dal Cup. Riuscirà il nostro eroe? Ve lo faremo sapere.