Messo in quarantena ancora non è stato sottoposto a tampone

L'appello di uno dei 60 destinatari del provvedimento del sindaco affinché la burocrazia almeno nell’emergenza sia chiara e veloce

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Che esista un problema nella gestione dell’emergenza Covid -19 è evidente e che in tanti mesi non ci sia stato modo di superare alcune criticità organizzative è tristemente chiaro. Ma la gente oggi più che impaurita sembra essere esasperata da una burocrazia che non dialoga e non tutela. E così capita che il signor A.G., residente in rione Fortuna, sia tra le 60 persone messe in quarantena dal sindaco Abramo, ma ancora nessuno, da lunedì scorso ha fatto il tampone a lui e a suo figlio, in quarantena come lui. Per altro i due ora sono a casa degli anziani genitori poiché era lì che si trovavano lunedì.

Il resto della famiglia, che non è stata posta in quarantena, si trova in un’altra casa. Il disagio dell’uomo consiste nel fatto che nessuno si è recato a fare il tampone, che il suo lavoro è a giornate, quindi in questo momento non produce e non guadagna e ancora di più che, nel caso malaugurato in cui fosse positivo, ora si trova a stretto contatto con i genitori anziani.

L’appello di A.G. è semplice ma con un fondamento “è giusto che le persone che hanno avuto contatti con chi è risultato positivo siano messe in quarantena, ma contestualmente vengano fatti i tamponi, altrimenti è tutto inutile”

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